SI AMMALA E PERDE IL LAVORO. ORA E SENZA SUSSIDIO EX COMAND. GUARDIE GIURATEDI UN IVP DI BARI

BARI – «Mi chiamo Giuseppe, ho 41 anni, dal febbraio 2008 sono immobilizzato in un letto di ospedale, improvvisamente prigioniero del mio corpo. Sono stato colpito dalla sindrome di Guillain Barré, malattia rara, che paralizza progressivamente ma in breve tempo tutto il corpo, concedendomi forse solo la speranza di una lentissima ripresa. Così, dopo undici mesi di malattia trascorsi in queste condizioni, ho perso il lavoro e i soldi sono finiti. Mia moglie ha subìto in questi mesi tre diversi interventi a causa di un tumore. In attesa della burocrazia, non siamo più in grado di sostenere noi e la nostra figlia».
Su un piccolo foglio, raccogliendo le parole di Giuseppe, che ormai parla poco e in maniera stentata, qualcuno ha brevemente narrato ciò che è insieme una condanna e un’odissea: quella che ha colpito Giuseppe Buonadonna, 41 anni, un metro e 95 di altezza per 90 chili, ex comandante delle guardie giurate di una società di sorveglianza di Bari. Ha perso il lavoro, non è in grado neppure di presentare la richiesta per il sussidio di disoccupazione. Vive in un centro specializzato di Montecatone, vicino a Imola (Bologna). La moglie lo accudisce e la figlia studia a Bologna: si sono trasferite lì. Riescono ad andare avanti grazie all’aiuto economico di amici e parenti.
Una storia di dolori alla quale si aggiungono i problemi di salute della moglie Donata, 46 anni, e quelli di carattere economico. Una vita che seguiva il proprio corso con tranquillità, adesso è stravolta dal destino.
Tutto è cominciato il 27 febbraio dell’anno scorso. «Giuseppe – racconta una delle tre sorelle, Grazia, 40 anni – fu svegliato quella mattina dalla moglie ma lui non riusciva a muovere i piedi. Chiamarono il medico che subito decise il trasferimento in ospedale».
Trasportato nella clinica di Neurologia, il professor Paolo Livrea comprese subito che si trattava della sindrome di Guillain Barré, un virus molto raro che nel giro di poche ore porta a una paralisi totale. «A mio fratello – prosegue il racconto di Grazia – la paralisi si è fermata all’altezza della bocca. La situazione si aggravò e Giuseppe finì nel reparto di Rianimazione per problemi respiratori. In seguito, un medico indicò la struttura specializzata di Montecatone, dove lui ora è ricoverato».
Dopo 180 giorni di assenza dal lavoro, Giuseppe è stato licenziato e non ha avuto alcun sussidio. «Oltre alla sua malattia e a quella della moglie – dice Grazia – la burocrazia ha concluso la sua vita lavorativa con un licenziamento. Secondo le leggi, mio fratello è stato dichiarato invalido al 100 per cento dalla commissione ma non ha diritto alla pensione di invalidità perché nel 2007 il reddito che aveva percepito superava il limite massimo previsto dalla legge. Non ha diritto all’accompagnamento perché ricoverato in una struttura pubblica. Ma lui ha bisogno di assistenza 24 ore su 24. Da solo non può neppure prendere un bicchiere d’acqua. E mia cognata può accudirlo solo nei momenti di colazione, pranzo e cena. Nelle altre ore viene sottoposto a un trattamento di riabilitazione. Mi sono rivolta a due assessori della nostra città – dice la signora Grazia -, ma non mi hanno neanche ricevuta».
La moglie di Giuseppe, Donata, paga il fitto, sua figlia va a scuola a Bologna e sono sulle spese. Le cure somministrate a Montecatone stanno causando dei lievi e lenti miglioramenti.
Ma, come se non bastasse, in ospedale hanno fatto sapere che Giuseppe, ormai tetraplegico, per le sue condizioni fisiche e per la sua statura dovrebbe acquistare una sedie a rotelle elettrica. Costa 13mila euro
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SI AMMALA E PERDE IL LAVORO. ORA E SENZA SUSSIDIO EX COMAND. GUARDIE GIURATEDI UN IVP DI BARIultima modifica: 2009-01-23T15:50:00+01:00da ggiurata
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