VIGILANZA PRIVATA: LA SITUAZIONE IN ITALIA.

Negli ultimi anni, la situazione in Italia della vigilanza privata, sia in termini civili che economici, nell’ampio contesto europeo e delle sue regole in esso vigenti, le procedure di infrazione aperte dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia per l’incompatibilità di alcune norme del T.U.L.P.S. e la conseguente condanna della Corte di Giustizia Europea, il crescente bisogno di sicurezza richiesto dai cittadini, le determinazioni del Garante della concorrenza relative alla abolizione delle tariffe di legalità vigenti nel settore, la decisione del Garante degli scioperi  e la inesistenza di qualsiasi livello di etica gestionale da parte degli istituti di vigilanza hanno influito in modo determinante nella evoluzione del settore della vigilanza condizionandone gli assetti normativi e la definizione dei limiti delle competenze.

La crescente richiesta di sicurezza da parte della collettività ha si determinato l’ampliamento delle attività di sorveglianza-vigilanza che, riferita ai costi delle prestazioni, ha scaturito una imposizione incontrollata di condizioni di lavoro al ribasso per i lavoratori interessati. La crescita delle attività surrogatorie alla vigilanza ( receptions, portieri, vigilantes, ecc. ) ha assunto una dimensione tale che supera quella della vigilanza svolta dalle regolari Guardie Particolari Giurate; area dove vige la più ampia discrezionalità nell’applicazione delle condizioni di lavoro non esistendo una regolamentazione specifica. Il superamento e l’abolizione delle tariffe di legalità hanno prodotto nel settore offerte da parte degli istituti al ribasso in modo tale da non comprendere i costi contrattuali del lavoro ( e per far fronte a questo nella gran parte degli istituti di vigilanza, si “retribuisce” in nero il lavoro straordinario con pochi euro l’ora ) determinando una concorrenza sleale che spesso ha causato la cessazione dell’attività di molti Istituti di Vigilanza con importanti perdite di posti di lavoro e dei livelli di retribuzione.

La decisione del Garante degli scioperi con l’imposizione dell’osservanza di particolari regole restrittive nella dichiarazione delle azioni sindacali a sostegno del rispetto contrattuale e dei diritti inosservati dei lavoratori, ha in pratica eliminata ogni possibilitè alla rappresentanza sindacale di manifestare il proprio dissenso nella gestione delle condizioni di lavoro con la conseguente crescita della discrezionalità nell’applicazione delle stesse da parte degli Istituti di Vigilanza e datori di lavoro. Il ricorso presentato non avendo ottenuto la sperata revisione di tali norme, impone nel rinnovo contrattuale la definizione di una  precisa  regolamentazione per l’esercizio del diritto di sciopero. Cosa già peraltro presente nel vigente C.C.N.L. riferita a siti paricolarmente sensibili.

Il superamento della Corte di Giustizia europea definito con il D.P.R. del 4 agosto 2008 n. 153 recante modifiche al Regio Decreto del 06 maggio 1940 n. 635 per per l’esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, in materia di guardie particolari giurate e istituti di vigilanza e investigazione privata, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 6 ottobre 2008 ha realizzato un ampia revisione della disciplina regolamentare in materia di vigilanza privata ( il Titolo IV del regolamento del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza ) al fine di adeguarne i contenuti alle regole comunitarie, in esecuzione della suddetta sentenza C-4605 del 13 dicembre 2007 e ha dato esecuzione alle norme di carattere legislativo già adottate in materia con l’art. 4 del D.L. 8 aprile 2008 n. 59 ( convertito nella legge 6 giugno 2008 n. 101 ) . Ciò non ha risolto in termini operativi i problemi posti dalla sentenza, ma ha avviato un percorso che vedrà impegnato il Ministero dell’Interno con le parti sociali, nell’ambito della Commissione per la sicurezza, nella definizione di tutte le norme esecutive di quelle introdotte con il D.P.R. di cui sopra ed in particolare di quelle relative ai servizi di vigilanza, alla qualificazione delle guardie particolari giurate nel ruolo riconosciuto formalmente da apposito Decreto di “incaricato di pubblico servizio”, alla definizione delle attività di esclusiva competenza della vigilanza privata tradizionale rispetto a quelle dell’attività surrogatoria.

 

VIGILANZA PRIVATA: LA SITUAZIONE IN ITALIA.ultima modifica: 2009-10-14T15:40:00+02:00da ggiurata
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