Licenziamento: diritto di difesa e diritto di riservatezza

Nella lettera di contestazione disciplinare il datore di lavoro deve indicare le circostanze concrete del fatto per assicurare al lavoratore il diritto di difesa, con priorità rispetto al diritto alla riservatezza di terzi.  L’esposizione delle specifiche modalità di accadimento dell’infrazione, infatti, è necessaria per assicurare al lavoratore il diritto di difesa e consentirgli così di replicare alla contestazione, opponendo eventualmente … Continua a leggere

MINACCIARE UN DIPENDENTE INTEGRA IL REATO DI ESTORSIONE ( REGISTRATE LE MINACCE SONO VALEVOLI A TUTTI GLI EFFETTI DI LEGGE)

Roma, 30 settembre ’10 (Fuoritutto) Lo scorso 31 agosto, con sentenza n. 32525, la VI sezione penale della Corte di Cassazione, ha stabilito che commette il reato di estorsione il datore di lavoro che prospetti ad un suo dipendente la perdita del posto, nel caso in cui questi non accetti una retribuzione inferiore a quanto indicato nella busta paga. Inoltre, … Continua a leggere

Per la Cassazione si al licenziamento del lavoratore ubriaco

Motivazione che rientrerebbe per i giudizi di piazza Cavour nella “giusta causa” Secondo la sezione lavoro della Corte di Cassazione, il lavoratore licenziato perchè trovato ubriaco durante lo svolgimento delle sue mansioni rientra nella giusta causa di licenziamento. Nella fattispecie, il licenziamento viene considerato legittimo se si prende in considerazione l’accertata gravità della questione contestata anche perchè il lavoratore risultava recidivo. … Continua a leggere

Verona. Fa la pennichella al lavoro ma per la Cassazione non va licenziato.

Guardia giurata de “La Vigile San Marco” rimosso dal posto perché si addormentava ha fatto ricorso e vinto VERONA (18 marzo) – Una pennichella sul posto di lavoro non porta al licenziamento “per giusta causa”. A patto che il pisolino venga schiacciato sporadicamente. La Cassazione ha infatti accolto il ricorso di Claudio P., guardia giurata che lavora a Verona per … Continua a leggere

Licenziamento disciplinare: immutabilità della contestazione

La Cassazione (sentenza n.21795/2009, ) riafferma il proprio orientamento con riferimento al principio di immutabilità della contestazione dell’addebito disciplinare mosso ai sensi dell’art. 7 della legge n. 300/1970: è preclusa al datore di lavoro  la possibilità di licenziare per motivi diversi da quelli esplicitati nella lettera di contestazione, ma non vietato di considerare fatti non contestati, anche se verificatisi oltre … Continua a leggere