COMUNICATO AI LAVORATORI DI Coin Service Nord S.p.A. SULL’ESITO DELL’INCONTRO DEL 29 OTTOBRE 2020

A seguito della Procedura di Raffreddamento e conciliazione L. 146/90, in cui sono stati esposte le problematiche serie e urgenti da risolvere, si è tenuto presso l’Admiral Park Hotel, in Zola Predosa (Bo) l’incontro tra la nostra Organizzazione Sindacale (UNAL) Rappresentata dal Segretario Provinciale Maurizio Puglisi e dall’Avvocato Fabrizia Longo, mentre la Coin Service Nord S.p.A. era rappresentata dall’Amministratore delegato … Continua a leggere

CHI RINNOVA IL CONTRATTO DELLA VIGILANZA E’ RAPPRESENTATIVO ?

Come scrissi nel luglio del 2016, le associazioni datoriali, rappresentavano il 28% degli Istituti che operavano in Italia. Questo nel 2016 dove dai loro siti era possibile rilevare i loro associati. ma ormai da qualche anno, questo non è più possibile, in quanto tutte e tre le associazione ( U.N.I.V. – A.S.S.I.V. e A.N.I.V.I.P., hanno tolto i nominativi degli Istituti di … Continua a leggere

Guardie giurate stipendi e problemi della categoria

dal Segretario Generale dell’Unal  Francesco Pellegrino – Salari da 980 euro. – Indennità irrisorie. – Poche tutele. – Mancanza di formazione. Questa è la reale condizione degli agenti di vigilanza. Controllano banche, supermercati. Piantonano siti sensibili, come ambasciate e tribunali, persino «installazioni militari», e si trovano agli ingressi dei Palazzi di Giustizia. IN ITALIA ci sono 830 SOCIETÀ. Solo due … Continua a leggere

CCNL “UNAL” VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI

Ecco alcune delle nostre proposte per il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro relativo al nostro settore. * 6 giorni di lavoro continuativi a 6 ore giornaliere per turno. Con tale orario nelle postazioni H24 saranno presenti 4        lavoratori nell’arco delle 24 ore. Ovviamente relativa modifica del monte ore annuo e aumento della paga oraria,        … Continua a leggere

La lettera di “spiegazioni” che l’UNAL ha inviato ad un altro campione di furbizia titolare di una ditta di servizi fiduciari in provincia di salerno, renderemo noto il nome della società dopo che gli enti preposti avranno accertato le responsabilità. Che dopo aver richiesto la cassa integrazione covid-19 ha bloccato le ferie, ed ha fatto svolgere agli addetti ai servizi fiduciari TURNI di 12 ore.

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  • …………..legalmail.it                                                                                                                                                                                                   Spetta.Le
  •                                                                                                omissis
  •                                                                                              Via omissis                                                                                                                  omissis (SA)

            Oggetto:  risposta alla Vs nota del Prot. omissis del omissis  2020

Il sottoscritto in risposta alla Vostra nota indicata, in cui dichiarate che la Vs società non è in cassa integrazione covid-19 e che non assegna turni di lavoro di 10/12 ore, insiste, con documenti alla mano, a smentire Vostra tale affermazione.

 Per quanto riguarda la cassa integrazione Covid 19, in data 23.03.2020 con Vs comunicazione alle seguenti Organizzazioni Sindacali: OMISSIS avete inviato l’informativa sindacale per l’attivazione della F.I.S. (Fondo Integrazione Salariale) con Causale d’intervento “Sospensione/Riduzione attività per eventi riconducibili all’Emergenza epidemiologica da COVID – 19””.

 Inoltre, sempre in riferimento alla cassa integrazione Covid 19, la Vs dichiarazione contrasta con la Vs risposta del 30 giugno 2020, inviata al lavoratore OMISSIS, che recita testualmente: “gentile collaboratore, al momento non è stato redatto alcun piano ferie avendo la OMISSIS fatto ricorso alla cassa integrazione”.

Per quanto riguarda invece i turni di lavoro di 10/12 ore, durante il periodo della suddetta cassa integrazione, abbiamo le Vs comunicazioni di tali turni inviate ai lavoratori e su Vs carta intestata, che attestano tale nostra affermazione.

 Quindi, onde evitare nostre ricostruzioni soggettive, infondate e pretestuose, crediamo sia necessario portare tale questione all’attenzione delle autorità competenti per far valutare da loro la regolarità del Vs comportamento.

Distinti saluti

                                                    Il Segretario Generale UNAL  Francesco Pellegrino

Tra gli indagati per conciliazioni “estorte” ai lavoratori in accordo con i datori di lavoro GIOVANNI GIUDICE quale conciliatore designato dalla Cisal terziario di Salerno e Segretario nazionale della stessa.

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Giovanni Giudice Giovanni Giudice nella foto

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Addetto ai servizi fiduciari (portiere) preso in ostaggio all’interno del Duomo di Milano

È notizia di ieri che un uomo di origine egiziana ha sequestrato e minacciato con un coltello un “vigilante” all’interno del Duomo di Milano. Per ora sembrerebbe essere esclusa la matrice terroristica. I media hanno subito dato, giustamente, risalto all’accaduto, ma molti hanno erroneamente indicato il vigilante come “una guardia giurata”. Infatti l’uomo aggredito è un dipendente dei cosiddetti “servizi … Continua a leggere

ERRATA GESTIONE E DISAPPLICAZIONE DELLE POCHE NORME CHE CI TUTELANO…

Purtroppo nel settore della vigilanza privata e servizi fiduciari si riscontra quotidianamente il non rispetto da parte delle aziende di quelle poche regole dettate dai contratti di lavoro che a volte “male interpretate” o eluse sembrerebbe volutamente ci portano a vivere quotidianamente situazioni evitabili. Quanti di noi si trovano a dover subire decisioni aziendali che spesso creano disagi alla nostra … Continua a leggere

FERIE NON GODUTE: QUANDO SONO PAGATE

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SENTENZA CORTE CASSAZIONE FERIE

Per la Cassazione il datore è tenuto a pagare le ferie non godute se non prova di aver messo il lavoratore in condizione di fruire avvisandolo che le avrebbe perdute allo scadere del periodo indicato

Pagamento delle ferie non godute

Il datore di lavoro è tenuto a pagare al dipendente le ferie non godute se non fornisce la prova di averlo messo effettivamente in condizione di fruire delle giornate a cui aveva diritto, avvisandolo per tempo e con trasparenza che le avrebbe perdute se non le avesse sfruttate entro lo scadere del periodo di riferimento o di un periodo di riporto autorizzato. Il diritto alle ferie annuali retribuite, infatti, costituisce un principio fondamentale, previsto dall’art. 36 della Costituzione e tutelato anche a livello UE.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 13613/2020 (qui sotto allegata) pronunciandosi sul ricorso di una AUSL condannata a pagare a un lavoratore, all’epoca dirigente medico con incarico di direttore di struttura complessa oltre 8mila euro a titolo di indennità sostitutiva per quasi un mese di ferie non godute entro la data di cessazione del rapporto di lavoro per raggiunti limiti di età.

Diritto alle ferie irrinunciabile

La Cassazione conferma che il diritto alle ferie è irrinunciabile e, come tale, è garantito dall’art. 36 Cost. e dall’art. 7 della direttiva 2003/88/CE. Sul punto, richiama l’interpretazione fornita dalla Grande Sezione della CGUE in data 6 novembre 2018 nella causa C-619/16 che ha ribadito “il diritto di ogni lavoratore alle ferie annuali retribuite” che deve essere “considerato un principio particolarmente importante del diritto sociale dell’Unione, al quale non si può derogare”.
Pertanto, gli incentivi datoriali a rinunciare alle ferie come periodo di riposo ovvero a sollecitare i lavoratori a rinunciarvi, sono incompatibili con gli obiettivi del diritto alle ferie annuali retribuite consistenti nella necessità di garantire al lavoratore il beneficio di un riposo effettivo, per assicurare una tutela efficace della sua sicurezza e della sua salute.
In particolare, il datore di lavoro è soprattutto tenuto, in considerazione del carattere imperativo del diritto alle ferie annuali retribuite e al fine di assicurare l’effetto utile dell’art. 7 della direttiva 2003/88, ad assicurarsi concretamente e in piena trasparenza che il lavoratore sia posto effettivamente in grado di fruire delle ferie annuali retribuite.

Invitare il lavoratore a fruire delle ferie

In particolare, il datore di lavoro è soprattutto tenuto, in considerazione del carattere imperativo del diritto alle ferie annuali retribuite e al fine di assicurare l’effetto utile dell’art. 7 della direttiva 2003/88, ad assicurarsi concretamente e in piena trasparenza che il lavoratore sia posto effettivamente in grado di fruire delle ferie annuali retribuite.

Invitare il lavoratore a fruire delle ferie

Pur non potendo imporre al lavoratore le ferie, al datore è consentito invitarlo a farlo, se necessario formalmente, e nel contempo informandolo, in modo accurato e in tempo utile a garantire che tali ferie siano ancora idonee ad apportare all’interessato il riposo e il relax cui esse sono volte a contribuire, del fatto che, se egli non ne fruisce, tali ferie andranno perse al termine del periodo di riferimento o di un periodo di riporto autorizzato o, ancora, alla cessazione del rapporto di lavoro se quest’ultima si verifica nel corso di un simile periodo.
L’onere della prova, in proposito, incombe sul datore di lavoro. Pertanto, qualora questi non sia in grado di dimostrare di aver esercitato tutta la diligenza necessaria affinché il lavoratore fosse effettivamente in condizione di fruire delle ferie annuali retribuite alle quali aveva diritto, si deve ritenere che l’estinzione del diritto a tali ferie e, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il correlato mancato versamento di un’indennità finanziaria per le ferie annuali non godute violino, rispettivamente, l’art. 7, paragrafo 1, e l’art. 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88.
Qualora, invece, il datore di lavoro sia in grado di assolvere il suddetto onere probatorio e risulti quindi che il lavoratore, deliberatamente e con piena cognizione delle conseguenze che ne sarebbero derivate, si è astenuto dal fruire delle ferie annuali retribuite dopo essere stato posto in condizione di esercitare in modo effettivo il suo diritto alle medesime, il citato art. 7 non osta alla perdita di tale diritto né, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, alla correlata mancanza di un’indennità finanziaria per le ferie annuali retribuite non godute.
Nel caso di specie, la sentenza della Corte d’appello appare conforme ai principi affermati dalla citata sentenza della Grande Sezione della CGUE. La datrice di lavoro, infatti, non è stata in grado di dimostrare di aver esercitato tutta la diligenza necessaria affinché il dirigente fosse effettivamente in condizione di fruire delle ferie annuali retribuite alle quali aveva diritto. Pertanto, il correlato mancato versamento di un’indennità finanziaria per le ferie annuali non godute al momento della cessazione del rapporto di lavoro si pone in contrasto rispettivamente, l’art. 7 della direttiva 2003/88, oltre che con l’art. 36 della Costituzione.