FERIE NON GODUTE: QUANDO SONO PAGATE

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SENTENZA CORTE CASSAZIONE FERIE

Per la Cassazione il datore è tenuto a pagare le ferie non godute se non prova di aver messo il lavoratore in condizione di fruire avvisandolo che le avrebbe perdute allo scadere del periodo indicato

Pagamento delle ferie non godute

Il datore di lavoro è tenuto a pagare al dipendente le ferie non godute se non fornisce la prova di averlo messo effettivamente in condizione di fruire delle giornate a cui aveva diritto, avvisandolo per tempo e con trasparenza che le avrebbe perdute se non le avesse sfruttate entro lo scadere del periodo di riferimento o di un periodo di riporto autorizzato. Il diritto alle ferie annuali retribuite, infatti, costituisce un principio fondamentale, previsto dall’art. 36 della Costituzione e tutelato anche a livello UE.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 13613/2020 (qui sotto allegata) pronunciandosi sul ricorso di una AUSL condannata a pagare a un lavoratore, all’epoca dirigente medico con incarico di direttore di struttura complessa oltre 8mila euro a titolo di indennità sostitutiva per quasi un mese di ferie non godute entro la data di cessazione del rapporto di lavoro per raggiunti limiti di età.

Diritto alle ferie irrinunciabile

La Cassazione conferma che il diritto alle ferie è irrinunciabile e, come tale, è garantito dall’art. 36 Cost. e dall’art. 7 della direttiva 2003/88/CE. Sul punto, richiama l’interpretazione fornita dalla Grande Sezione della CGUE in data 6 novembre 2018 nella causa C-619/16 che ha ribadito “il diritto di ogni lavoratore alle ferie annuali retribuite” che deve essere “considerato un principio particolarmente importante del diritto sociale dell’Unione, al quale non si può derogare”.
Pertanto, gli incentivi datoriali a rinunciare alle ferie come periodo di riposo ovvero a sollecitare i lavoratori a rinunciarvi, sono incompatibili con gli obiettivi del diritto alle ferie annuali retribuite consistenti nella necessità di garantire al lavoratore il beneficio di un riposo effettivo, per assicurare una tutela efficace della sua sicurezza e della sua salute.
In particolare, il datore di lavoro è soprattutto tenuto, in considerazione del carattere imperativo del diritto alle ferie annuali retribuite e al fine di assicurare l’effetto utile dell’art. 7 della direttiva 2003/88, ad assicurarsi concretamente e in piena trasparenza che il lavoratore sia posto effettivamente in grado di fruire delle ferie annuali retribuite.

Invitare il lavoratore a fruire delle ferie

In particolare, il datore di lavoro è soprattutto tenuto, in considerazione del carattere imperativo del diritto alle ferie annuali retribuite e al fine di assicurare l’effetto utile dell’art. 7 della direttiva 2003/88, ad assicurarsi concretamente e in piena trasparenza che il lavoratore sia posto effettivamente in grado di fruire delle ferie annuali retribuite.

Invitare il lavoratore a fruire delle ferie

Pur non potendo imporre al lavoratore le ferie, al datore è consentito invitarlo a farlo, se necessario formalmente, e nel contempo informandolo, in modo accurato e in tempo utile a garantire che tali ferie siano ancora idonee ad apportare all’interessato il riposo e il relax cui esse sono volte a contribuire, del fatto che, se egli non ne fruisce, tali ferie andranno perse al termine del periodo di riferimento o di un periodo di riporto autorizzato o, ancora, alla cessazione del rapporto di lavoro se quest’ultima si verifica nel corso di un simile periodo.
L’onere della prova, in proposito, incombe sul datore di lavoro. Pertanto, qualora questi non sia in grado di dimostrare di aver esercitato tutta la diligenza necessaria affinché il lavoratore fosse effettivamente in condizione di fruire delle ferie annuali retribuite alle quali aveva diritto, si deve ritenere che l’estinzione del diritto a tali ferie e, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il correlato mancato versamento di un’indennità finanziaria per le ferie annuali non godute violino, rispettivamente, l’art. 7, paragrafo 1, e l’art. 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88.
Qualora, invece, il datore di lavoro sia in grado di assolvere il suddetto onere probatorio e risulti quindi che il lavoratore, deliberatamente e con piena cognizione delle conseguenze che ne sarebbero derivate, si è astenuto dal fruire delle ferie annuali retribuite dopo essere stato posto in condizione di esercitare in modo effettivo il suo diritto alle medesime, il citato art. 7 non osta alla perdita di tale diritto né, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, alla correlata mancanza di un’indennità finanziaria per le ferie annuali retribuite non godute.
Nel caso di specie, la sentenza della Corte d’appello appare conforme ai principi affermati dalla citata sentenza della Grande Sezione della CGUE. La datrice di lavoro, infatti, non è stata in grado di dimostrare di aver esercitato tutta la diligenza necessaria affinché il dirigente fosse effettivamente in condizione di fruire delle ferie annuali retribuite alle quali aveva diritto. Pertanto, il correlato mancato versamento di un’indennità finanziaria per le ferie annuali non godute al momento della cessazione del rapporto di lavoro si pone in contrasto rispettivamente, l’art. 7 della direttiva 2003/88, oltre che con l’art. 36 della Costituzione.

Gruppo Secur S.r.l. In attesa di stipendio da mesi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

G.P.G. dell’ istituto “Gruppo Secur” noi della sigla sindacale UNAL da anni seguiamo le dinamiche relative al vostro tribolato rapporto di lavoro con tale istituto. Potete ricercare nei vari siti UNAL le notizie relative al Guppo Secur . Dopo aver letto le notizie UNAL e non solo vi porrete e ci poniamo delle domande dovute. Per quale motivo l’istituto di vigilanza Sipro Sicurezza … Continua a leggere

Scadenza porto dell’arma

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PUBBLICATO IL 26.06.2020
La loro validità, infatti, è prorogata fino a 90 giorni dopo la fine dello stato di emergenza – ossia 31 luglio, salvo proroghe – pertanto, allo stato, sino al 29 ottobre 2020 compreso.
 
Scadenza porti d’arma al 29 ottobre
La situazione particolare delle licenze di porto d’arma è proprio nella duplice natura del documento: infatti, la licenza è composta dalla licenza vera e propria (il tagliando separato e bollato) e il libretto di porto d’armi che contiene la fotografia e le generalità del titolare.
 
Il dipartimento dunque precisa che per la licenza vide l’articolo 103: dunque la scadenza è prorogata di 90 giorni dalla fine del periodo di emergenza sanitaria, fissata dal Governo al 31 luglio.
 
Quindi la scadenza è fissata per il 29 ottobre. Invece, per il libretto la scadenza è quella prevista dall’articolo 104, come per tutti i documenti di riconoscimento, cioè il 31 agosto.
 
In conclusione, si legge nella circolare, dal 31 agosto in poi si potrà continuare ad acquistare, detenere e praticare l’attività con le armi in attesa del rinnovo.
 
Visto che il libretto può essere sostituito dalla carta d’identità (o altri documenti con foto rilasciati da un’amministrazione dello Stato) nella sua funzione d’identificare la persona, farà fede la licenza, la cui validità è prorogata fino al 29 ottobre 2020.
 

Quattordicesima vigilanza privata e servizi fiduciari.

Art.117 mensilità supplementari (13ma e 14ma) Ogni anno, entro il 15 Luglio, deve essere corrisposto ai lavoratori della “vigilanza privata” un importo pari ad una mensilità della normale retribuzione di cui all’art. 105…. Per il settore dei servizi fiduciari purtroppo la quattordicesima non è prevista. (Visto l’unione contrattuale tanto voluta hanno visto necessario non inserire la quattordicesima nelle norme contrattuali per … Continua a leggere

Ferie CCNL per Dipendenti da Istituti e Imprese di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari 2013-2015

Colleghi è arrivato per chi ha maturato i giorni di ferie di prendere una meritata pausa estiva. IL Sindacato UNAL Vi dettaglia cosa riporta il contratto nazionale “ancora” vigente in riguardo al periodo di ferie spettanti. Accordi a livello aziendale e contratti provinciali vanno sempre rispettati dall’inizio della loro stipula e apportano delle modifiche al CCNL di riferimento chiaramente migliorative… … Continua a leggere

CCNL vigilanza privata e servizi fiduciari….

Colleghi della Vigilanza privata e servizi fiduciari nella speranza di vedere a breve il termine di un periodo così difficile per tutti noi. La sigla sindacale UNAL come già dimostrato anche in un periodo così rallentato per le pratiche istituzionali siamo e saremo presenti per la vostra tutela, pronti ad ascoltarvi ed agire per tutelare il lavoratore. In questo periodo … Continua a leggere

Guardia Giurata “comandata” dall’Istituto a misurare la temperatura

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12 maggio 2020

Ho inviato al Sig. Questore competente territorialmente l’esposto contro l’istituto di vigilanza, responsabile di aver disposto che la guardia giurata, rilevasse la temperatura ai clienti della banca, disponendo che la guardia lo faccia al di fuori della guardiola blindata, e che svolga nello stesso momento, il SERVIZIO ANTIRAPINA. ASSURDO!!!
Francesco Pellegrino
Segretario Nazionale UNAL

L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi, il seguente testo "Sindacato UNAL guardie giurate"

Aniello Carotenuto: Una morte che si poteva evitare

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La GPG deceduta Aniello Carotenuto                        Aniello Carotenuto la GPG deceduta
Si poteva evitare, lasciando le pattuglie con le due unità così come erano composte sino all’avvento del covid 19, evitando così la morte della guardia particolare giurata Aniello Carotenuto, deceduto nella nottata di ieri, in un incidente stradale, mentre si recava a dare supporto ad un collega su di un allarme, che se era in coppia non avrebbe avuto la necessità di chiedere per l’appunto il supporto del povero Carotenuto.
E l’Istituto di vigilanza LA PATRIA avrebbe cosi evitato di ricorrere alla cassa integrazione per queste cinque unità, che ha tolto dalle pattuglie in coppia, riducendole ad una sola unità. 
Non ci troveremmo oggi a piangere la perdita di un collega, morto ad appena 44 anni solo per soddisfare la sete di guadagno, non dando cosi alcun valore alla vita.
Francesco Pellegrino
Segretario Nazionale dell’Unal Unione Nazionale Autonoma del Lavoro

L’ENNESIMA SOLLECITAZIONE, AVANZATA AI MINISTERI DI COMPETENZA E ALLA REGIONE SICILIANA E’ STATA PRODOTTA DAL SEGRETARIO DEL SINDACATO UNAL, CARMELO ANNARO (NELLA FOTO)

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28 aprile 2020

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CALTAGIRONE – EMERGENZA COVID-19, NONOSTANTE L’IMMINENTE AVVIO ALLA FASE 2 LE GUARDIE GIURATE ANCORA SENZA DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

L’ENNESIMA SOLLECITAZIONE, AVANZATA AI MINISTERI DI COMPETENZA E ALLA REGIONE SICILIANA E’ STATA PRODOTTA DAL SEGRETARIO DEL SINDACATO UNAL, CARMELO ANNARO (NELLA FOTO)

Nonostante l’imminente avvio alla Fase 2 e le precedenti sollecitazioni, avanzate a più riprese ai vari Dicasteri e Prefetture dal sindacato Unal, il comparto lavorativo delle guardie giurate continua a rivendicare le forniture dei dispositivi di protezione individuale, i cosiddetti <Dpi>. L’ennesimo documento di protesta e contestuale sollecitazione è stato inoltrato dal segretario del distretto territoriale del Tribunale di Caltagirone, Carmelo Annaro agli organi competenti dello Stato. Dal presidente del Consiglio, ai ministeri della Salute, Interni e Lavoro, oltre agli assessorati di competenza della Regione siciliana. La richiesta mira a predisporre le forniture dei dispositivi di protezione individuale a beneficio delle ditte operanti nel settore della vigilanza privata, ed espletano servizi di portierato, come ospedali, Palazzi di giustizia, in altri enti o luoghi pubblici, che espongono al rischio contagio da Covid-19 questi lavoratori. Da qui le precisazioni fornite da Carmelo Annaro, segretario del sindacato Unal, responsabile per la sicurezza e l’igiene sui luoghi di lavoro in Sicilia. <Questa categoria – dice il sindacalista Carmelo Annaro – il più delle volte dimenticata garantisce la sicurezza dei nostri beni e dei servizi anche essenziali, ma che a tutt’oggi non ha la possibilità di essere protetta nelle maniere più adeguate rispetto al contagio. Nel richiamare gli enti di competenza al rispetto dei protocolli d’intesa, a suo tempo stilati, e di venire incontro alle esigenze di tutela della categoria fornendo gli adeguati dispositivi di protezione individuale, da tempo rivendicati, chiediamo un intervento risolutore. Stiamo per approdare alla fase 2, ma questi lavoratori sono rimasti nel limbo di attese senza risposte>.

NELLE FOTO: LE GUARDIE GIURATE IN SERVIZIO ALL’OSPEDALE SPALLANZANI DI ROMA E IL SEGRETARIO DEL SINDACATO UNAL, CARMELO ANNARO CHE HA PRODOTTO LE SOLLECITAZIONI

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per mantenere vivo il ricordo di quanto c’è da fare per le guardie giurate

Citazione

 

Pubblicato da UNAL VIGILANZA PRIVATA IL 20 APRILE 2020LOGO UNAL

È passato esattamente un anno dall’incontro svoltosi alla sala Tatarella del Palazzo dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, promosso dall’On. Jessica Costanzo (M5S), alla presenza delle parti sociali, UNAL compresa, per discutere delle problematiche relative al settore della vigilanza privata. Successivamente, a distanza di tre settimane, è stato aperto anche un tavolo al Ministero del Lavoro in cui anche l’UNAL, rappresentata dal Segretario generale Francesco Pellegrino, ha esposto i problemi delle guardie particolari giurate che troppo spesso sono costrette a svolgere turni massacranti in un settore con il contratto nazionale ancora non rinnovato da 5 anni.

Purtroppo dobbiamo constatare che dopo questi due incontri, precedenti le elezioni europee, non c’è stato un seguito così come richiesto in questi 12 mesi dall’UNAL. Ovviamente non ci aspettiamo che in questo periodo funestato dall’emergenza Covid 19 ci siano imminenti novità, ma ci auguriamo che non appena la situazione lo permetterà le istituzioni si occupino delle migliaia di guardie particolari giurate che stanno tutt’oggi svolgendo il loro dovere contribuendo a mandare avanti le attività considerate necessarie con servizi di vigilanza per aziende, ospedali pubblici, poste, banche e con il trasporto valori.
Se ciò non dovesse accadere l’UNAL continuerà a chiedere l’apertura di un tavolo, anche al Ministero dell’interno, per poter risolvere le numerose problematiche del settore della vigilanza privata e far così sentire la voce del popolo delle G.p.g. che da troppo tempo attende invano.