Lecce, bancarotta da 10 milioni per una società di vigilanza privata: tre arresti

In manette i fratelli Piero e Giovanni Palma e il commercialista Pino Pasquale per il fallimento della Velialpol. Avevano intestato a un ex dipendente prestanome tutti i beni della società LECCE – Con l’accusa di bancarotta fraudolenta i militari della guardia di finanza di Lecce hanno arrestato i fratelli Piero e Giovanni Palma, di 58 e 62 anni di Veglie, e Pino Pasquale nato … Continua a leggere

Frode fiscale nella vigilanza privata: sequestrati terreni e ville tra Ancona e Pesaro

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ANCONA – Terreni,  due ville di pregio, un edificio storico: un valore immobiliare da più di cinque milioni e mezzo di euro a cavallo tra le province di Ancona e Pesaro sono stati sequestrati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona nei confronti del proprietario, più volte condannato in via definitiva per i reati di ricettazione, associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, truffa e bancarotta.

Il sequestro è stato eseguito in esecuzione di una misura di prevenzione a carattere patrimoniale disposta dal Tribunale. Si tratta della coda marchigiana dell’operazione “Idra”, che lo scorso dicembre aveva portato ad un maxisequestro di beni, in dieci regioni italiane, per un valore complessivo di 22 milioni di euro, per un  articolato sistema di frode nel settore della vigilanza privata e arrestato dieci persone.

Il giro, che aveva messo i suoi tentacoli anche nelle Marche, era questo: società apparentemente distinte tra loro, ma di fatto riconducibili ai medesimi personaggi, tutte operanti nel settore della vigilanza privata, venivano pilotate verso il fallimento e poi trasferite in altre sedi, in Italia o all’estero, oppure poste in liquidazione. In questo modo, il core business proseguiva attraverso una ragnatela di nuovi soggetti giuridici con denominazioni simili, mentre in capo alle vecchie compagnie sociali portate al fallimento o trasferite solo sulla carta, restavano i debiti tributari, mai onorati.

FONTE: http://www.etvmarche.it/2018/01/22/frode-fiscale-nella-vigilanza-privata-sequestrati-terreni-ville-ancona-pesaro/

Bancarotta fraudolenta da 100 milioni: arrestati tre imprenditori

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Crac da 100 milioni della Securpol a Roma arrestati tre imprenditori Bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata e operazioni dolose da falso in bilancio.

A seguito delle capillari indagini delle Fiamme Gialle, la Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto l’8 giugno scorso dal Tribunale di Mantova il fallimento di altra società immobiliare di cui Muto è socio ed amministratore unico – la “Immobiliare Edera srl“.

Le verifiche. I militari del nucleo di Polizia Tributaria hanno eseguito una serie di approfonditi accertamenti che avrebbero consentito di ricostruire le intere vicende dell’azienda. L’esito degli accertamenti condotti ha consentito in particolar modo di mettere in luce l’esistenza di una importantissima operazione finanziaria che ha condotto alla distrazione dalle casse della società fallita, ad opera dello stesso Muto, della complessiva somma di € 3.878.750. Al figlio e a collaboratore del 72enne sono stati concessi i domiciliari. Vincoli che furono poi confermati sia dal Tar della Lombardia (nel 2011) che dal Consiglio di Stato (nel 2012).

I falsi bilanci. Dalle indagini, poi, emergerebbe che Muto abbia predisposto dei bilanci falsi della “Le Costruzioni”, nascondendo le rilevanti perdite di esercizio maturate nel tempo. Lo scopo sarebbe stato quello di mantenerla in vita e per far ciò sarebbero state esposte nei bilanci dei crediti verso clienti ormai non riscuotibili da tempo: si parla di circa 821 mila euro.

In particolare, gli imprenditori hanno dapprima trasferito alla Futura 2011 S.r.l.il capitale sociale delle numerose società del Gruppo Securpol, quindi hanno provveduto ad un completo depauperamento delle stesse, trasferendo in locazione alla newco Securpol Group S.r.l. tutti i rami di azienda attivi, a fronte di un corrispettivo che, oltre ad essere stato in seguito ridotto, non è stato, in parte, neanche percepito dalla locatrice. Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle hanno evidenziato nello specifico come la predetta società avesse conseguito imponenti perdite d’esercizio fin dall’anno 2012 (rispettivamente per € 236.526 nell’anno 2012, per € 51.443,00 nell’anno 2013, per € 3.522.643 nell’anno 2014 e per € 834.309 nell’anno 2015) ed avesse altresì accumulato una enorme esposizione debitoria oscillante tra € 19 milioni e € 21,5 milioni (principalmente nei confronti di banche, fornitori ed Erario) che avevano determinato un passivo di quasi € 22 milioni nel 2012, € 20 milioni nel 2013, € 17,5 milioni nel 2014 e nel 2015 ed € 13,7 milioni nel 2016. L’attività di indagine, effettuata attraverso meticolosi rilevamenti contabili e indagini bancarie e mediante la ricostruzione di complesse operazioni societarie straordinarie, ha consentito di accertare le condotte illecite perpetrate dagli amministratori pro-tempore della Futura 2011 S.r.l., utilizzata come bad company al solo fine di compiere operazioni in danno dei creditori, che hanno portato all’inevitabile fallimento della società. La società, inoltre, aveva accumulato un’enorme esposizione debitoria, a cavallo tra il 2010 e il 2013, che oscillava tra i 15,3 e i 24,4 milioni (principalmente nei confronti di banche, fornitori ed Erario).

FONTE: http://algheronewsgroup.com/2017/06/22/bancarotta-fraudolenta-da-100-milioni-arrestati-tre/

Comunicazioni

Noi organizzazioni sindacali UNAL, CISAL, SINALV , a partire dal fallimento della azienda Vigilanza Sardegna e della sua successiva acquisizione in affitto da parte del Gruppo Secur,  sensibili alle preoccupazione dei lavoratori ex Vigilanza Sardegna siamo arrivati a stipulare e siglare un verbale di accordo sull’applicazione del C.d.S. In sintesi: a seguito di una nostra domanda precisa: “data  la complessa figura del Gruppo … Continua a leggere

Accuse di estorsione alle guardie giurate Di Tullio è indagato di Rosaria Federico

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Nella foto: Domenico Di Tullio (ex carabiniere e titolare dell’Istituto di vigilanza S.S.D. DI Nocera InferioreS.S.D. di Nocera Inferiore)

  

Sequestrò Buglione, il re dei vigilantes. Il latitante sardo ai poliziotti che lo arrestano: «Avete fatto bingo»

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LEGGI L’ARTICOLO>>>Sequestrò Buglione, il re dei vigilantes. Il latitante sardo ai poliziotti che lo arrestano: «Avete fatto bingo»

 

Dopo il conteggio del contante dissequestrato il caveau di “La Ronda”

Mentre le indagini continuano si teme per il lavoro dei 50 addetti al trasporto soldi La sede dell’Istituto di vigilanza “La Ronda” DISSEQUESTRATO il caveau de “La Ronda”. È terminato, infatti, il riconteggio del contante – 29 milioni di euro – presente all’interno del deposito nel momento in cui gli agenti della Mobile (su mandato dei sostituti Basentini e Salvia) … Continua a leggere

Ammanco di 7,2 milioni, sequestrato il caveau della Ronda di Potenza

A seguito di un’ispezione della Banca d’Italia, che ha fatto emergere un ammanco di 7,2 milioni di euro, la Polizia ha sequestrato il caveau dell’istituto di vigilanza La Ronda di Pier Giulio Petrone, noto operatore del settore  A seguito di un’ispezione della Banca d’Italia, che ha fatto emergere un ammanco di 7,2 milioni di euro, la Polizia ha sequestrato il caveau dell’istituto di vigilanza La Ronda di Pier … Continua a leggere

Il Gruppo La Patria acquista l’istituto di vigilanza CBV Corpo Bustese Vigilnot

Il Gruppo La Patria leader nel settore dei servizi di vigilanza di zona ad alto contenuto tecnologico ha acquistato, assistito per la parte legale dallo studio Di Tanno e Associati nella persona dell’Avv. Marco Carbonara, l’istituto di vigilanza CBV Corpo Bustese Vigilnot storica e solida realtà imprenditoriale operante nelle province di Varese, Milano, Monza Como e Novara. Come riferito dal … Continua a leggere

Corruzione: favori a Istituto vigilanza Buglione, rinviato a giudizio l’ex Prefetto Blasco

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(AGI) – Avellino, 28 ott. – E’ stato rinviato a giudizio l’ex prefetto di Avellino e successivamente di Benevento, Ennio Blasco. Il gup del tribunale di Avellino ha fissato il processo per il 6 marzo prossimo. Blasco, arrestato nel suo appartamento nella prefettura di Benevento e condotto ai domiciliari nell’abitazione privata di Avellino il 15 aprile scorso, dovra’ rispondere di corruzione per aver agevolato un istituto di vigilanza dei fratelli Carmine, Carlo e Antonio Buglione e del cognato di questi Erasmo Caliendo. Blasco avrebbe ritardato l’emissione di un’interdittiva antimafia tra il 2009 e il 2011, quando era prefetto di Avellino. In cambio avrebbe ricevuto viaggi, gioielli e altre regalie. In seguito all’arresto, Ennio Blasco, poi rimesso in liberta’, e’ andato in pensione. Gia’ nel 2001, da vice prefetto di Napoli fu arrestato e poi riconosciuto totalmente estraneo a un’indagine sulla custodia giudiziaria di veicoli sequestrati. Per 8 giorni di carcere fu anche risarcito per ingiusta detenzione.

La mafia ed il business della sicurezza

http://www.laspia.it/ Ancora un provvedimento antimafia a bloccare una società di vigilanza privata. Stavolta è il prefetto di Roma ad emetteva un’interdittiva per infiltrazione mafiosa, nei confronti dell’azienda Metronotte Città di Roma. La Guardia di Finanza era già intervenuta lo scorso febbraio, eseguendo, su ordine della Procura di Roma, le perquisizioni nella sede amministrativa di Guidonia e nelle abitazioni dei nuovi … Continua a leggere