Inchiesta Salerno, l’accusa: in Piazza Libertà la vigilanza 2 ore al giorno costa 6mila euro al mese continua

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19.10.2021

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TAR BASILICATA/COSMOPOL

Durante i controlli, infatti, era emerso che l’avellinese Carlo Matarazzo, «socio di maggioranza – cessato dal 9 ottobre 2018 – della Cosmopol spa, che possiede integralmente la Cosmopol Basilicata srl», nel 2016 era stato condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi di reclusione (con lo sconto di pena di un terzo per la scelta del rito abbreviato) … Continua a leggere

Multa salata alla Coopservice di REGGIO EMILIA il Tar da ragione all’Antitrust

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29.7.2021

Multa salata alla Coopservice di REGGIO EMILIA il Tar da ragione all’Antitrust

Per il garante della concorrenza vi era un  cartello sui prezzi della vigilanza.I giudici respingono il ricorso: le cinque società ora ricorrono al Consiglio di Stato

Gazzetta di Reggio Emilia del 27 luglio 2021

Sentenza TAR contro Coopservice

 

 

BENEVENTO: Servizio di vigilanza fissa armata revoca dell’aggiudicazione disposta a favore di Cosmopol S.p.A. -Poliziotto Notturno

Provv. 62/2021 Servizio di vigilanza Fissa armata e servizi aggiuntivi di cui al Lotto 1 della gara n. 7816543 – Revoca dell’aggiudicazione disposta in favore di Cosmopol S.p.A./Poliziotto Notturno e affidamento del servizio a Secur Bull ,Indizione Procedura Negoziata ex art 1, comma 2, lett. b) Legge 11 settembre 2020, n 120, per l’affidamento del servizio di vigilanza fissa armata … Continua a leggere

Lecce, bancarotta da 10 milioni per una società di vigilanza privata: tre arresti

In manette i fratelli Piero e Giovanni Palma e il commercialista Pino Pasquale per il fallimento della Velialpol. Avevano intestato a un ex dipendente prestanome tutti i beni della società LECCE – Con l’accusa di bancarotta fraudolenta i militari della guardia di finanza di Lecce hanno arrestato i fratelli Piero e Giovanni Palma, di 58 e 62 anni di Veglie, e Pino Pasquale nato … Continua a leggere

Frode fiscale nella vigilanza privata: sequestrati terreni e ville tra Ancona e Pesaro

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ANCONA – Terreni,  due ville di pregio, un edificio storico: un valore immobiliare da più di cinque milioni e mezzo di euro a cavallo tra le province di Ancona e Pesaro sono stati sequestrati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona nei confronti del proprietario, più volte condannato in via definitiva per i reati di ricettazione, associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, truffa e bancarotta.

Il sequestro è stato eseguito in esecuzione di una misura di prevenzione a carattere patrimoniale disposta dal Tribunale. Si tratta della coda marchigiana dell’operazione “Idra”, che lo scorso dicembre aveva portato ad un maxisequestro di beni, in dieci regioni italiane, per un valore complessivo di 22 milioni di euro, per un  articolato sistema di frode nel settore della vigilanza privata e arrestato dieci persone.

Il giro, che aveva messo i suoi tentacoli anche nelle Marche, era questo: società apparentemente distinte tra loro, ma di fatto riconducibili ai medesimi personaggi, tutte operanti nel settore della vigilanza privata, venivano pilotate verso il fallimento e poi trasferite in altre sedi, in Italia o all’estero, oppure poste in liquidazione. In questo modo, il core business proseguiva attraverso una ragnatela di nuovi soggetti giuridici con denominazioni simili, mentre in capo alle vecchie compagnie sociali portate al fallimento o trasferite solo sulla carta, restavano i debiti tributari, mai onorati.

FONTE: http://www.etvmarche.it/2018/01/22/frode-fiscale-nella-vigilanza-privata-sequestrati-terreni-ville-ancona-pesaro/

Bancarotta fraudolenta da 100 milioni: arrestati tre imprenditori

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Crac da 100 milioni della Securpol a Roma arrestati tre imprenditori Bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata e operazioni dolose da falso in bilancio.

A seguito delle capillari indagini delle Fiamme Gialle, la Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto l’8 giugno scorso dal Tribunale di Mantova il fallimento di altra società immobiliare di cui Muto è socio ed amministratore unico – la “Immobiliare Edera srl“.

Le verifiche. I militari del nucleo di Polizia Tributaria hanno eseguito una serie di approfonditi accertamenti che avrebbero consentito di ricostruire le intere vicende dell’azienda. L’esito degli accertamenti condotti ha consentito in particolar modo di mettere in luce l’esistenza di una importantissima operazione finanziaria che ha condotto alla distrazione dalle casse della società fallita, ad opera dello stesso Muto, della complessiva somma di € 3.878.750. Al figlio e a collaboratore del 72enne sono stati concessi i domiciliari. Vincoli che furono poi confermati sia dal Tar della Lombardia (nel 2011) che dal Consiglio di Stato (nel 2012).

I falsi bilanci. Dalle indagini, poi, emergerebbe che Muto abbia predisposto dei bilanci falsi della “Le Costruzioni”, nascondendo le rilevanti perdite di esercizio maturate nel tempo. Lo scopo sarebbe stato quello di mantenerla in vita e per far ciò sarebbero state esposte nei bilanci dei crediti verso clienti ormai non riscuotibili da tempo: si parla di circa 821 mila euro.

In particolare, gli imprenditori hanno dapprima trasferito alla Futura 2011 S.r.l.il capitale sociale delle numerose società del Gruppo Securpol, quindi hanno provveduto ad un completo depauperamento delle stesse, trasferendo in locazione alla newco Securpol Group S.r.l. tutti i rami di azienda attivi, a fronte di un corrispettivo che, oltre ad essere stato in seguito ridotto, non è stato, in parte, neanche percepito dalla locatrice. Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle hanno evidenziato nello specifico come la predetta società avesse conseguito imponenti perdite d’esercizio fin dall’anno 2012 (rispettivamente per € 236.526 nell’anno 2012, per € 51.443,00 nell’anno 2013, per € 3.522.643 nell’anno 2014 e per € 834.309 nell’anno 2015) ed avesse altresì accumulato una enorme esposizione debitoria oscillante tra € 19 milioni e € 21,5 milioni (principalmente nei confronti di banche, fornitori ed Erario) che avevano determinato un passivo di quasi € 22 milioni nel 2012, € 20 milioni nel 2013, € 17,5 milioni nel 2014 e nel 2015 ed € 13,7 milioni nel 2016. L’attività di indagine, effettuata attraverso meticolosi rilevamenti contabili e indagini bancarie e mediante la ricostruzione di complesse operazioni societarie straordinarie, ha consentito di accertare le condotte illecite perpetrate dagli amministratori pro-tempore della Futura 2011 S.r.l., utilizzata come bad company al solo fine di compiere operazioni in danno dei creditori, che hanno portato all’inevitabile fallimento della società. La società, inoltre, aveva accumulato un’enorme esposizione debitoria, a cavallo tra il 2010 e il 2013, che oscillava tra i 15,3 e i 24,4 milioni (principalmente nei confronti di banche, fornitori ed Erario).

FONTE: http://algheronewsgroup.com/2017/06/22/bancarotta-fraudolenta-da-100-milioni-arrestati-tre/

Comunicazioni

Noi organizzazioni sindacali UNAL, CISAL, SINALV , a partire dal fallimento della azienda Vigilanza Sardegna e della sua successiva acquisizione in affitto da parte del Gruppo Secur,  sensibili alle preoccupazione dei lavoratori ex Vigilanza Sardegna siamo arrivati a stipulare e siglare un verbale di accordo sull’applicazione del C.d.S. In sintesi: a seguito di una nostra domanda precisa: “data  la complessa figura del Gruppo … Continua a leggere

Accuse di estorsione alle guardie giurate Di Tullio è indagato di Rosaria Federico

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Nella foto: Domenico Di Tullio (ex carabiniere e titolare dell’Istituto di vigilanza S.S.D. DI Nocera InferioreS.S.D. di Nocera Inferiore)

  

Sequestrò Buglione, il re dei vigilantes. Il latitante sardo ai poliziotti che lo arrestano: «Avete fatto bingo»

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