GUARDIE GIURATE: STIPENDI E PROBLEMI

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A cura del Segretario Regionale UNAL della Sardegna Efisio Atzeni (nella foto)

– Salari da 980 euro. – Indennità irrisorie. – Poche tutele. – Mancanza di formazione. Questa è la reale condizione degli agenti di vigilanza.

Controllano banche, supermercati. Piantonano siti sensibili, come ambasciate e tribunali, persino «installazioni militari», e si trovano agli ingressi dei Palazzi di Giustizia.
IN ITALIA ci sono 830 SOCIETÀ. Solo due delle 830 società di vigilanza private che operano in Italia danno lavoro a 45 mila guardie giurate, 20 mila delle quali sono impegnate nel pubblico. Esse sono la “All System” e la “Securpolice
In pratica le G.p.G. sono il sesto corpo di ordine pubblico italiano. Infatti: i carabinieri si aggirano sulle 105 mila unità, la polizia di Stato 100 mila, quella penitenziaria poco meno di 39 mila, la Guardia di finanza 60 mila e la Forestale 7.600.
Oggi con l’avvento del contratto che prevede il personale non armato nelle portinerie, il numero delle G.p.G. armate è sceso drasticamente.
«LE G.g.G. SONO CONSIDERATI MENO DI ZERO». Le condizioni di lavoro non sono cambiate. Precariato e turni di lavoro anche di 12 ore con stipendi irrisori restano.
Le G.p.G. sono incaricati di pubblico servizio, ma non sono considerati pubblici ufficiali. Una differenza non da poco. Visto che limita le mansioni all’esclusivo controllo. Le G.p.G. svolgono gli stessi compiti delle forze dell’ordine, ma non sono riconosciuti, di fatto ” Non sono né carne né pesce”.
INOLTRE I SINDACATI RAPPRESENTATIVI SONO INADEGUATI. Ogni società di vigilanza è controllata da questure e prefetture, però il loro contratto non è seguito dal Viminale, ma “dai sindacati, spesso coordinati da persone che non sanno nulla della professione e che prima facevano altri mestieri “. Le GpG esigono solo più sicurezza e più tutele, al pari delle forze dell’ordine. Per esempio, essere in servizio in due in pattuglia, mentre per contratto i vigilantes devono essere soli. Fare corsi di autodifesa, visto che l’uso dell’arma è solo una extrema ratio. Maggiore stabilità contrattuale. «Gli stipendi sono decisi a livello provinciale e non si vedono aumenti da anni».
Poi c’è il problema della Visita medica, nessun test specifico e l’uso del p. d’armi.
Le G.p.G. non devono superare alcun test psico-attitudinale. Sono sufficienti una visita dal medico curante e una alla Asl. Una volta assunti da una società, si frequenta un corso generico e poi vengono “sbattuti in strada”, a rischiare la vita.
Poi, per chi lavora presso luoghi pubblici è previsto UN CORSO AD HOC PER IL SERVIZIO PUBBLICO, come un tribunale, si frequentano corsi sul funzionamento del metal detector, antincendio e di primo soccorso. Più una infarinatura sulle leggi. Ma nulla di più.
Oggigiorno, un ripiego per molte persone rimaste senza lavoro e con la fame di lavoro che esiste, fare la guardia giurata è l’ultima spiaggia.

C’é da dire che la vita del vigilantes è tutt’altro che una pacchia. Con il nuovo contratto è stato inserito il sesto livello. In pratica si parte con una paga mensile che è inferiore ai 1.000 euro. Una miseria se si considerano i rischi che dipendono da città a città, da sito a sito. Così vengono riconosciute indennità particolari che quantificano qualunque rischio. Per esempio: < Rischiare di essere uccisi davanti a un tribunale vale al giorno 1,90 euro>, < stare sulla strada la notte vale 5,61 euro in più al giorno>. Questo è il valore che si è data alla VITA: pochi centesimi di euro.
Per non parlare poi degli gli straordinari e ironia per la domenica è prevista una indennità festiva di 0,71 euro al giorno.
E’ così che in questo scenario si inserisce il business delle società di vigilanza con turni massacranti e zero spese. La maggior parte di esse sono nate solo per fare business. Non si preoccupano dei dipendenti, anzi molti di loro vengono assunti per sei mesi e poi lasciati a casa.
L’azienda paga al dipendente solo ed esclusivamente la divisa. La pistola è a carico del lavoratore. Inoltre le macchine per le pattuglie poi quasi sempre sono in leasing, quindi scaricabili. La formazione, che sarebbe obbligatoria ogni due anni, molte volte è solo un optional. Le sette ore contrattuali, più una nel caso di turni da otto, spesso diventano addirittura 12. «Lavorano sottocosto» .
Per svolgere il lavoro a norma, senza problemi e permettere all’impresa di guadagnare, una guardia dovrebbe guadagnare dai 19 ai 20 euro l’ora. Ne prendono 5,86 lordi».

Poi anche con l’evento dei NEWORK e GLI APPALTI PRESI AL RIBASSO spesso i turni di lavoro vengono raddoppiati. Se una società deve coprire la sorveglianza di un sito per 24 ore spalma l’orario h24 su due vigilantes, che lavorano 12 ore, anziché su tre o quattro vigilantes. Così impiegando meno G.p.G. aumentano il loro guadagno, potendo così fare offerte inferiori per potersi aggiudicare un appalto.
Ecco spiegato il perché dei ribassi con cui vengono vinti gli appalti: «Lucrano sulle vite delle G.p.G.», e meno male che tutte le aziende hanno firmato e accettato un CCNL di categoria proprio per rispettare e valorizzare il lavoro delle G.p.G.!

Poi esistono le varie organizzazioni a cui si sono iscritte alcune Aziende del settore vigilanza, sono le Associazioni datoriali: U.N.I.V.  — A.S.S.I.V. e – A.N.I.V.I.P.  Esse sono le più grandi a cui si sono rivolte quasi 225 aziende su oltre 800 Istituti di vigilanza esistenti in Italia Quindi tutte e tre le associazioni ne rappresentano appena in percentuale il 28 %. Scopo primario di queste Organizzazioni è tutelare le Aziende iscritte e garantire che queste rispettino il CCNL di categoria. Basta leggere il loro Statuto. Ma realmente cosa fanno? <DORMONO>

RISPOSTA UNAL A UNIV

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La Nuova Sicurvis è una associata e del gruppo UNIV, e deve sottostare al suo Statuto.
La Nuova Sicurvis, date le notissime alterne diatribe succedutisi con OO.SS. UNAL (vedi argomenti primari del mancato riconoscimento competenze, della sicurezza del lavoro e di una sua programmazione), ha avuto la brillante idea di rivolgersi all’UNIV per avere un parare atto a screditarci In base a quanto mossaci come accusa e avvalendosi di questo parere abbiamo così risposto all’UNIV e agli organi in indirizzo,rigettando al mittente le loro puerili contestazioni:
<dato che in una parte dello statuto dell‘UNIV stabilisce che l’associato (in questo caso Nuova Sicurvis) che adotti un comportamento che possa danneggiare l’interesse e l’immagine della categoria debba essere sanzionato. A nostro modesto parere la Nuova sicurvis con il mancato pagamento e mancata applicazione della legge 81/2008, e  altro, ha ampiamente danneggiato l’immagine della categoria (UNIV).
Fermo restando che altre aziende facente parti dell’UNIV in cui noi siamo presenti come OO.SS. e come RSA, la nostra presenza e operato non è mai stata messa in discussione, siamo riconosciuta da entrambi. Per questo ci pare di capire che è stata consigliata male.

Questo è nella specifica quanto ricordato a entrambi “Nuova Sicurvis e UNIV”

Estratto Statuto:
TITOLO V – DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 22 Qualifica di Associato
La qualifica di associato viene meno per:
1 - cessazione dell’Istituto;
2 - dimissioni da inviare al Comitato Esecutivo;
3 - esclusione deliberata da parte del Comitato Esecutivo, sentito il parere del Collegio dei Probiviri;
4 - morosità di almeno una quota annuale fissa e proporzionale;
5 - mancata osservanza delle norme statutarie e delle deliberazioni degli Organi statutari e adozione di comportamenti che possano pregiudicare l’interesse e l’immagine della categoria ed in particolare dell’Unione. 
Il Comitato Esecutivo, se ritiene che le mancanze non siano di grave entità e comunque
sanabili entro breve termine da stabilirsi, può comminare sanzioni che vanno dalla lettera di diffida alla sospensione dall’attività associativa per un periodo massimo di sei mesi.
Per l’applicazione di questa norma è obbligatorio acquisire il parere, non vincolante del
Collegio dei Probiviri.
L’Associato è tenuto in caso di dimissioni alla corresponsione delle quote sociali per l’anno corrente di associazione, qualora le dimissioni vengano presentate entro il primo semestre.
In caso contrario l’obbligo associativo ed il conseguente pagamento delle quote scadrà al termine dell’anno successivo.
L’Associato escluso per le ragioni di cui ai punti 3, 4 e 5 ha facoltà di ricorrere al Collegio dei Probiviri entro 30 giorni dalla ricezione della lettera raccomandata indicante i provvedimenti adottati nei suoi confronti.
Quindi a seguito di una forzatura di disconoscimento presentata dalla Nuova Sicurvis abbiamo presentato un ricorso al Tribunale di Cagliari come oggetto ex art. 28.
questa è la nostra risposta scritta alle loro due lettere inviatoci dall’UNIV, tutte le nostre memorie sono depositate in tribunale.

LEGGI LA >>>risposta UNIV2 (1)

Comunicazioni

Noi organizzazioni sindacali UNAL, CISAL, SINALV , a partire dal fallimento della azienda Vigilanza Sardegna e della sua successiva acquisizione in affitto da parte del Gruppo Secur,  sensibili alle preoccupazione dei lavoratori ex Vigilanza Sardegna siamo arrivati a stipulare e siglare un verbale di accordo sull’applicazione del C.d.S. In sintesi: a seguito di una nostra domanda precisa: “data  la complessa figura del Gruppo … Continua a leggere

Chi rinnova il contratto della vigilanza privata è rappresentativo?

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Sapete quanti sono gli  Istituti di vigilanza da esse rappresentati per i quali le Associazioni datoriali: U.N.I.V. A.S.S.I.V. e A.N.I.V.I.P. firmano il rinnovo del contratto Nazionale della vigilanza privata. Queste associazioni datoriali a mio modesto parere non sono affatto rappresentative, in quanto su oltre 800 Istituti di vigilanza esistenti in Italia, ne rappresentano tutte e tre le associazioni appena 225 cioè tradotto in percentuale fa il  28 %. Quindi a nome di chi rinnovano il contratto? lo rinnovano a nome di pochi intimi (225 Istituti di vigilanza) e quindi anche i Sindacati autonomi hanno diritto a partecipare alla trattativa del rinnovo senza porre l’ostacolo della maggior rappresentatività che se non conta per le Associazioni dei padroni, non deve contare nemmeno per le Associazioni dei lavoratori! è evidente che ormai si è instaurato un consolidato rapporto di collaborazione tra i sindacati e le associazioni padronali e infatti ad ogni rinnovo del contratto le Guardie particolari giurate rimangono sempre più “soddisfatte”.

 U.N.I.V.           rappresenta 87 Istituti di vigilanza per tutte le Regione esclusa la                             Liguria ove NON rappresenta alcun Istituto

 A.S.S.I.V.        rappresenta 89 Istituti di vigilanza per tutte le Regione escluse le                             Regioni  Abruzzo – Basilicata – Sardegna – Trentino e Valle d’Aosta                           ove NON rappresenta alcun Istituto

 A.N.I.V.I.P.      rappresenta 49 Istituti di vigilanza per tutte le Regione escluse le                             Regioni Puglia – Sardegna – Umbria e Valle d’Aosta ove NON                                     rappresenta alcun Istituto