Visite fiscali, nuove regole il medico può bussare anche più volte…

Con decreto n.206 del 17 ottobre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.302 del 29 dicembre 2017, entra in vigore, dal 13 gennaio 2018, il nuovo regolamento sulle visite fiscali, e sulle modalità di accertamento delle assenze dal servizio. Visite fiscali con controlli a ripetizione, soprattutto a ridosso del fine settimana o in prossimità delle feste. Incentivi economici ai medici per … Continua a leggere

SVEGLIATEVI!!!

Ho avuto un’informazione su un istituto di vigilanza che non pagherebbe gli stipendi dal mese di settembre ne corrisponderebbe la tredicesima e la quattordicesima purtroppo non avendo iscritti in questo Istituto non posso fare il nome posso soltanto dire quello che è notizia di stampa che il titolare è indagato per estorsione nei confronti di alcune guardie giurate sue ex … Continua a leggere

Istituto di vigilanza “Aquila”:Attivata nei suoi confronti la Procedura di Raffreddamento e di conciliazione ai sensi della Legge 146/90

COMUNICATO SINDACALE DEL SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE DELL’UNAL FRANCESCO PELLEGRINO Attivata la procedura di raffreddamento e di conciliazione per la mancata corresponsione dello stipendio di ottobre 2017 da parte dell’Istituto di vigilanza Aquila con sede a Ortona Chieti qualora nei 3 giorni utili per la definizione della controversia non si avrà un esito positivo si proclamerà lo sciopero. Il SegretarioGenerale  Nazionale … Continua a leggere

IL RISARCIMENTO DELLE FERIE NON GODUTE NON PUO’ ESSERE PRESCRITTO

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IL RISARCIMENTO DELLE FERIE NON GODUTE NON PUO’ ESSERE PRESCRITTO

SENTENZA CORTE CASSAZIONE FERIE

Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione sez. lavoro n.1756 del 29/01/2016, ripresenta alcuni importanti elementi sul diritto alle ferie per il lavoratore.

La sentenza della Cassazione in sintesi, riguarda il ricorso in opposizione di una azienda, nei confronti di un dipendente, che giunto alla pensione con 45 giorni di ferie e riposi non goduti, ne aveva chiesto ed ottenuto il risarcimento di euro 6.000 a titolo d’indennità sostitutiva, da parte del Giudice del lavoro del Tribunale di Firenze R.G.N.1009/2008.
L’azienda sosteneva che il credito fosse estinto, per intercorsa prescrizione, secondo il Tribunale del Lavoro invece, l’azienda non aveva assicurato la fruizione dell’irrinunciabile diritto alle ferie, attraverso una corretta programmazione del lavoro ed un efficace dimensionamento degli organici.
La Cassazione rigetta la prescrizione per le ferie non fruite, dichiara prevalente il fine della tutela del bene della vita, alla quale è finalizzata l’indennità risarcitoria e retributiva del mancato godimento delle ferie. (Cass.Sez. Lav. n. 20836/2013 – Cass. Sez. Lav. n. 19303/2004 e n. 114/2012).
Il risarcimento del danno è misto, perché volto a compensare la perdita di un beneficio, qual è il riposo, con la possibilità di dedicarsi alla famiglia, alle relazioni sociali e di svolgere attività ricreative e similari, al cui soddisfacimento è destinato l’istituto delle ferie; e anche retributivo, in quanto l’attività lavorativa resa nel periodo destinato al godimento delle ferie, ha diritto ad essere ricompensato con un emolumento adeguato.
L’azienda aveva cercato anche di dimostrare la riottosità del dipendente di avvalersi delle ferie arretrate nei tempi previsti, ma altresì, il dipendente ha provato l’invio di richieste di ferie, che di frequente non sono state autorizzate.Il risarcimento delle ferie non godute non può essere prescritto
Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione sez. lavoro n.1756 del 29/01/2016, ripresenta alcuni importanti elementi sul diritto alle ferie per il lavoratore.
fosse estinto, per intercorsa prescrizione, secondo il Tribunale del Lavoro invece, l’azienda non aveva assicurato la fruizione dell’irrinunciabile diritto alle ferie, attraverso una corretta programmazione del lavoro ed un efficace dimensionamento degli organici.
La Cassazione rigetta la prescrizione per le ferie non fruite, dichiara prevalente il fine della tutela del bene della vita, alla quale è finalizzata l’indennità risarcitoria e retributiva del mancato godimento delle ferie. (Cass.Sez. Lav. n. 20836/2013 – Cass. Sez. Lav. n. 19303/2004 e n. 114/2012).
Il risarcimento del danno è misto, perché volto a compensare la perdita di un beneficio, qual è il riposo, con la possibilità di dedicarsi alla famiglia, alle relazioni sociali e di svolgere attività ricreative e similari, al cui soddisfacimento è destinato l’istituto delle ferie; e anche retributivo, in quanto l’attività lavorativa resa nel periodo destinato al godimento delle ferie, ha diritto ad essere ricompensato con un emolumento adeguato.
L’azienda aveva cercato anche di dimostrare la riottosità del dipendente di avvalersi delle ferie arretrate nei tempi previsti, ma altresì, il dipendente ha provato l’invio di richieste di ferie, che di frequente non sono state autorizzate.
Secondo consolidati e condivisi orientamenti di legittimità, la tutela del diritto alle ferie è rigorosa, l’art.36 della Costituzione comma 3, prevede testualmente che “ …il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi”.
Dalla sentenza “… Le ferie rappresentano, perciò, un diritto che va correlato alla persona del lavoratore e vanno riguardate più in funzione della qualità della vita che del rispetto di equilibri contrattuali. La duplicità delle funzioni rivestite dal periodo feriale è stata riaffermata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 543/1990 secondo la quale: “Non vi è dubbio che la disposizione contenuta nell’articolo 36 Cost., comma 3 garantisce la soddisfazione di primarie esigenze del lavoratore, dalla reintegrazione delle sue energie psico-fisiche allo svolgimento di attività ricreative e culturali, che una società evoluta apprezza come meritevoli di considerazione”.
In base all’articolo 2109 codice civile, comma 2, l’esatta determinazione del periodo feriale, presupponendo una valutazione comparativa di diverse esigenze, spetta unicamente all’imprenditore quale estrinsecazione del generale potere organizzativo e direttivo dell’impresa; al lavoratore compete soltanto la mera facoltà di indicare il periodo entro il quale intende fruire del riposo annuale, anche nell’ipotesi in cui un accordo sindacale o una prassi aziendale stabilisca – al solo fine di una corretta distribuzione dei periodi feriali – i tempi e le modalità di godimento delle ferie tra il personale di una determinata azienda.

Peraltro, allorché il lavoratore non goda delle ferie nel periodo stabilito dal turno aziendale e non chieda di goderne in altro periodo dell’anno non può desumersi alcuna rinuncia – che, comunque, sarebbe nulla per contrasto con norme imperative (art. 36 Cost., e articolo 2109 c.c.) – e quindi il datore di lavoro è tenuto a corrispondergli la relativa indennità sostitutiva delle ferie non godute (cfr. Cass. 12 giugno 2001, n. 7951; id. 18 giugno 1988, n. 4198; 2 ottobre 1998, n. 9797).
E’ stato anche ritenuto (così Cass. 9 luglio 2012, n. 11462),………..ed ulteriormente sancito dall’articolo 7 della direttiva 2003/88/CE (v. la sentenza 20 gennaio 2009 nei procedimenti riuniti c-350/06 e c-520/06 della Corte di giustizia dell’Unione Europea) – ove in concreto le ferie non siano effettivamente fruite, anche senza responsabilità del datore di lavoro, spetta al lavoratore l’indennità sostitutiva……. Nè l’azienda…. poteva pretendere dal lavoratore il godimento cumulativo delle ferie in prossimità del pensionamento, avendo colpevolmente creato i presupposti di tale situazione, come adeguatamente accertato dalla Corte di merito, ed essendo l’istituto delle ferie preordinato al recupero delle energie psico-fisiche nel corso del rapporto di lavoro e non alla fine dello stesso.
In conclusione, è sottolineato il principio che le ferie annuali vanno godute entro l’anno di competenza, e non successivamente, come aveva proposto il datore di lavoro, in prossimità del pensionamento.
Per queste ragioni e per l’inammissibilità del ricorso stesso per Cassazione, ai sensi dell’art.360 Codice di Procedura Civile n.5, la Suprema Corte respinge il ricorso dell’azienda e la condanna al pagamento delle spese processuali e oneri accessori di legge, inoltre dispone la liquidazione delle somme dovute al dipendente, come già precedentemente stabilito dal Giudice del Lavoro.

NON C’E’ LIMITE ALL’INDECENZA !

  Un Istituto di vigilanza del salernitano, ha proposto alle proprie G.P.G. un accordo in cui il monte ore mensile viene portato a 260 ore, in pratica le guardie giurate devono prestare la loro opera giornaliera per 10 ore. Le ore lavorate oltre le 173 ordinarie quindi ben 87 l’istituto le vorrebbe pagare con le seguenti modalità: una parte in … Continua a leggere

Solofra. Rapine sul raccordo a colpi di mitra. Ecco il basista

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solofra rapine sul raccordo a colpi di mitra ecco il basista

Sgominati i rapinablindati. Nella retata 19 persone, tra loro anche una guardia giurata di Acerra dipendente della Cosmopol di Avellino.

Solofra.   

di Simonetta Ieppariello

Due assalti il 20 febbraio e il 19 aprile, quelli da cui sono scattate le indagini che hanno consentito di sgominare la banda dei rapina blindati. Assalti a colpi di mitra. Sul raccordo. Cronache di una Irpinia al confine col Salernitano scossa da rapine violente. Ieri i 19 arresti che hanno sgominato l’organizzazione criminale specializzate negli assalti ai portavalori. Ci sono persone in carcere, altre raggiunte da misure cautelari ai domiciliari. Come il presunto basista. Si chiama Ciro D. F. di Acerra, 46 anni, l’agente della Cosmopol arrestato (ai domiciliari) perchè coinvolto nell’inchiesta sulle rapine. Lavorava con l’azienda irpina da due anni, aveva avuto altri incarichi come guardia giurata in altri aziende del settore. Potrebbe aver fornito informazioni al commando.

Le indagini, dell’operazione Last Day, sono state accompagnate da intercettazioni ambientali e telefoniche. Sgominata una banda di napoletani e pugliesi che aveva nel mirino i trasporti di valori con blindati. E poi le frasi dei malviventi dopo le azioni, intercettate dai sistemi che registrano commenti e risate dopo i colpi.

Gli agguati vennero messi a segno a due auto della Cosmopol a Fisciano e nel tunnel di Solofra. Nella retata 19 persone, tra loro anche una guardia giurata di Acerra dipendente della Cosmopol di Avellino.

L’inchiesta ha portato a sventare la rapina del secolo (l’agguato ad un blindato-carro armato in Germania).

Otto i mesi di indagini accurate, intercettazioni, servizi di osservazione e monitoramenti dei sospettati. Indagini accurate scattate che hanno consentito di fare piena luce sull’episodio ma anche su altri agguati a portavalori dell’istituto di vigilanza irpino. Infatti, prima dell’assalto sul raccordo Avellino-Salerno erano stati messi a segno altri colpi a Solofra, Foggia, Acerra e alla biglietteria dell’area archeologica di Pompei. Una serie di assalti dalle dinamiche simili e che avavano indirizzato i sospetti degli inquirenti ad un lavoro di squadra tra diversi territori di competenza.

Proprio a Solofra gli spari ad altezza d’uomo hanno reso chiaro la ferocia della banda. Impiegati in alcune rapine i kalashnikov. Sul raccordo Salerno-Avellino all’altezza dell’uscita di Fisciano: portarono via 78mila euro. Era il 20 febbraio scorso. Due mesi dopo, il 19 aprile, sempre sul raccordo Avellino-Salerno, il colpo ad una Panda della Cosmopol fallì per l’arrivo di un blindato (sempre della Cosmopol).

I malviventi sistemarono chiodi nella galleria Montepergola. La foratura degli pneumatici permise ai criminali di entrare in azione. Centinaia gli automoblisti che tra assalto e i soccorsi immediati rimasero bloccati nel traforo intorno alle 7.30.

I malviventi spararono in quell’occasione ad altezza d’uomo (come confermano le frasi intercettate).

FONTE:http://www.ottopagine.it/av/cronaca/138224/solofra-rapine-sul-raccordo-raffiche-di-mitra-ecco-il-basista.shtml

Securpol in crisi, assemblea di fuoco

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di Elisabetta Giorgi 

10 settembre 2017

Senza stipendio da mesi, le guardie protestano a oltranza. Azienda si offre come cliente: «Sappiamo che siete in difficoltà»

GROSSETO. Saranno stati una trentina i lavoratori della Securpol che venerdì sera intorno alle 22,30 si sono dati appuntamento davanti alla sede di via Monte Cengio per tastare – in un’assemblea – gli stati d’animo e capire se e come continuare la protesta. «Continuiamo a lavorare senza ancora avere uno stipendio?» è stato chiesto. E all’unisono la risposta è stata sì: «Continuiamo».

Due guardie (Vincenzo Picone e Radames Poccetti) sono incatenate da mercoledì scorso davanti all’istituto di vigilanza privata. Per il momento la situazione resta incerta e drammatica. I due colleghi andranno avanti così per un tempo indefinito mangiando, bevendo sul marciapiede davanti alla sede e dormendo in tenda finché non avranno risposte sulla sorte dei salari che non arrivano da maggio/giugno. Risposte che al momento non arrivano. I conti aziendali sono bloccati in Lazio dalla magistratura. Insoddisfacente è giudicato l’incontro di venerdì mattina tra le delegazioni sindacali di tutt’Italia con il ministero dello sviluppo economico a Roma: momento che tutti speravano fosse chiarificatore per capire le sorti dei salari di 1500 lavoratori italiani, 50 dei quali a Grosseto. Così non è stato. «Ci sono tanto sconforto e disperazione», dicono in coro le guardie.

Venerdì, come detto, si è fatto il punto in un’assemblea sul marciapiede accanto ai due agenti incatenati. C’erano una trentina di agenti Securpol. Lo scopo era quello di confrontarsi sull’incontro al ministero e capire se continuare la protesta.Alcune mogli hanno proposto di incatenarsi pure loro. Altri colleghi vorrebbero dare il cambio a Vincenzo e Radames.

Serenella Mannucci, responsabile operativa della sede di Grosseto: «Tutti noi ci aspettavamo risposte più concrete da Roma, più spiragli per salvare il salvabile. Io ho chiesto ai dipendenti cosa avessero intenzione di fare: insomma chi ci sta e chi non ci sta». Il clima è stato accalorato e teso ma sulla volontà di continuare la protesta non vi sono stati dubbi.

Le due guardie resteranno incatenate con la solidarietà di tutti, e finché se la sentono. In caso, subentreranno in catene altri colleghi in ferie, disposti a sacrificare il tempo libero dal servizio per manifestare. Si riflette insomma su eventuali turnazioni. «Mercoledì – continua Mannucci – ci sarà un altro incontro al ministero per capire se saranno sbloccati i conti. Aspettiamo anche questo. Intanto andiamo avanti e cominciamo a informarci per vie legali per capire come muoverci».

Spiragli positivi ci sono stati sul fronte della solidarietà. Sta funzionando l’appello delle guardie Securpol perché i clienti non disertino. «In queste ore – dice una guardia – il direttore generale di un’azienda maremmana è venuto qua da noi. “Sappiamo che siete in crisi: vi offriamo di lavorare per noi”, ha detto chiedendoci un preventivo. Ci siamo commossi».

http://m.iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2017/09/10/news/securpol-in-crisi-assemblea-di-fuoco-1.15836231

Contratto Nazionale Vigilanza Privata: trovata l’intesa

IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEL SETTORE VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI È AI BLOCCHI DI PARTENZA I lavoratori del settore Vigilanza Privata, riuniti nell’attivo Unitario, hanno dato il via libera alla piattaforma per avviare le trattative per il rinnovo. Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore vigilanza privata e servizi fiduciari (scaduto lo … Continua a leggere