Assalto a un furgone portavalori, camion in fiamme: bloccata per ore la A1

All’alba di giovedì alcuni malviventi hanno cercato di rapinare un furgone portavalori all’altezza di Lodi, disseminando chiodi sull’asfalto e incendiando un’auto, due furgoni e un camion: il colpo non è riuscito. Non ci sono feriti, traffico in tilt sull’autostrada rimasta chiusa per ore. continua su: http://milano.fanpage.it/assalto-a-un-furgone-portavalori-bloccata-la-a1/#ixzz3KHATK0zC http://milano.fanpage.it Scene da film giovedì all’alba sull’Autostrada del Sole. Alcuni malviventi hanno cercato di rapinare un … Continua a leggere

All’ Istituto dì Vigilanza Privata Sipro Via di Salone 137 00131 Roma

e.p.c. Sedi Sipro L’Aquila Napoli Firenze Milano Nonostante le innumerevoli richieste di vostre giustificazioni e segnalazioni agli enti preposti ad oggi avete nuovamente mancato la cadenza retributiva sembrerebbe prevista per il giorno 17 Novembre 2014 dove avevate preso l’impegno di retribuire al vostro personale il 50 % dello stipendio del mese di Ottobre 2014. Questa Segreteria Provinciale di Roma del … Continua a leggere

In ricordo del mio amico “Geppino”

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Giuseppe MASTRANGELO ( 46 anni ) Ucciso in servizio durante un assalto ad un furgone portavalori il 17 Novembre 1995 Cava de Tirreni – Giuseppe MASTRANGELO era un uomo sposato con figli, una guardia giurata, M.llo della CIVIS e spesso insegnava il proprio lavoro ad altre guardie giurate non solo del proprio istituto ma anche di altre agenzie come pure il giorno della sua morte. Quella notte si trovava a bordo di un furgone portavalori della Brinks Securmark insieme ad altre due guardie giurate della Brings, alla guida del mezzo Giulio P. di 27 anni ed il collega Rosario C. di 28 anni. Arrivati davanti al Centro Commerciale Cavese, Giuseppe MASTRANGELO e Rosario C. scendono per effettuare il prelievo dell’incasso dalla cassaforte del centro commerciale, quando all’improvviso un commando composto da circa sette rapinatori spunta fuori dai cespugli ed armati di pistole e di carabine da guerra tipo Remington calibro 223, aprono il fuoco sparando numerosi colpi contro le due guardie e contro il furgone portavalori. Nel tremendo conflitto a fuoco le guardie giurate reagiscono agli spari e l’autista del furgone dato l’allarme, riesce a divincolarsi e ad allontanarsi dal luogo dell’assalto mettendosi in salvo e salvando il carico che trasportava. La rapina fallisce ed I rapinatori che avevano nascosto nelle vicinanze le auto, scappano. Vengono intercettati da una pattuglia della Civis che ricevuto l’allarme si era portato sul posto per aiutare I colleghi, ingaggiato quindi un secondo conflitto a fuoco, riescono a fuggire ma alcuni di loro restano feriti. Trasportati d’urgenza al Cardarelli di Napoli, la guardia giurata Rosario C. verrà ricoverato per le ferite riportate nella sparatoria, il M.llo Giuseppe MASTRANGELO invece non ce la fa e morirà poco dopo.

Francesco Pellegrino Segretario Generale UNAL

CASTELLAMMARE | Suicida per il lavoro, la rabbia della moglie: «Aniello ucciso dallo Stato»

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di TIZIANO VALLE

CASTELLAMMARE -

“Lo Stato ha ucciso mio marito”. E’ la verità di Filomena, moglie di Aniello D’Auria, il 55enne che s’è tolto la vita nel garage della sua abitazione di via D’Annunzio a Castellammare di Stabia.

Una donna distrutta dal dolore che s’è rifugiata nell’abbraccio della famiglia e dei suoi tre figli: Francesco, Marika e Chiara. “Il lavoro ha destabilizzato mio marito, era distrutto dal pensiero di non riuscire a garantire il futuro ai suoi figli – spiega Filomena -. Ha lavorato per 32 anni e solo la legge Fornero gli impediva di andare in pensione. S’è ritrovato costretto a ripartire da zero a 55 anni. Ecco perchè il contratto che aveva firmato appena lunedì non è bastato a superare lo shock”.

Filomena ce l’ha con le istituzioni che hanno voltato le spalle alle famiglie in difficoltà: “La Fornero pianse, venisse a vedere ora come piangiamo noi – dice la moglie di Aniello D’Auria -. Senza quella legge, mio marito sarebbe andato in pensione dopo i 4 anni di mobilità e invece ha deciso di smetterla perchè dopo 32 anni di servizio sarebbe dovuto ripartire da zero. Hanno distrutto la mia vita e quella dei miei figli”.

(L’intervista completa su Metropolis Quotidiano in edicola oggi)

13/11/2014

CHOC A CASTELLAMMARE | Dramma lavoro, si uccide ex guardia giurata – LE FOTO

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Metropolisweb

Perde il lavoro e si uccide. Il corpo di una guardia giurata è stata ritrovato nel garage di casa sua, in via D’Annunzio, questa mattina. Aniello D’Auria, 55 anni, si è tolto la vita. Era dipendente di un istituto di vigilanza, che in passato aveva prestato servizio anche all’ospedale di Gragnano. Da otto mesi aveva perso il lavoro, la ditta con cui lavorava da anni (Vigilanza Italia di Gragnano) aveva messo tutto il personale in mobilità. Il 55enne non era riuscito a trovare un nuovo impiego, fino a maturare la decisione di farla finita. Aniello D’Auria viveva da anni a Castellammare, ma era originario di Gragnano, tifoso storico della squadra di calcio.

Autore DANIELE DI MARTINO – FOTO MASSIMILIANO COLOMBO

Fonte: Metropolis Web

La Corte di Cassazione sentenzia: il tempo impiegato per indossare l’uniforme deve essere considerato orario di servizio

La Corte di Cassazione intervenendo in tema di retribuzione ha affermato che in relazione alla regola fissata dal R.D.L. 5 marzo 1923, n. 692, art. 3 al tempo impiegato dal lavoratore per indossare gli abiti da lavoro, tempo, quest’ultimo, estraneo a quello destinato alla prestazione lavorativa finale, il datore di lavoro deve corrispondere una retribuzione aggiuntiva La vicenda ha avuto come … Continua a leggere

20mila euro per non fare vertenze: estorsione, arrestato il sindacalista dell’U.G.L. Aly Soliman

Per l’accusa l’uomo chiedeva denaro minacciando controversie sindacali. Il segretario provinciale Ugl, Aly Soliman, 54 anni, di Termoli, arrestato in flagranza di reato dalla Squadra Mobile di Campobasso lunedì sera. A suo carico l’accusa di estorsione ai danni del presidente di una cooperativa del capoluogo. “Il rappresentante dei lavoratori ha fatto tutto da solo, decisiva è stata la collaborazione con … Continua a leggere

Uomo e del Sud lidentikit Assiv del vigilante italiano

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Ha un’eta’ compresa fra 35 e 44 anni.

Roma, 10 nov. (Labitalia) – Il vigilante italiano ha un’eta’ compresa fra 35 e 44 anni, e’ di sesso maschile ed e’ nato in una regione del Sud. E’ questo il profilo medio delle guardie giurate che lavorano nelle imprese del comparto della vigilanza privata cosi’ come emerge dai dati aggiornati in occasione di fiera ‘Sicurezza 2014′, dall’Osservatorio sulla sicurezza sussidiaria e complementare dell’Assiv-Confindustria.

Le guardie giurate che hanno svolto attivita’ nel 2013, con almeno una giornata lavorativa retribuita, e’ pari a 59.289 unita’, il 93% dei quali e’ di sesso maschile. La classe di eta’ piu’ numerosa e’ quella compresa fra 35 e 44 anni dove si contano 19.737 unita’ pari al 33,3%. Seguono gli ultracinquantenni, che rappresentano il 26% del totale, mentre le classi 25-34 anni e 45-50 anni sono allineati con una quota di circa il 18,5% a testa. I vigilantes piu’ giovani sotto i 24 anni sono meno del 4%.

In quanto all’area di origine, il 51% proviene dal Sud Italia, il 23% dal Nord e il 21% dal Centro, mentre circa il 5% e’ nato in uno stato estero. La regione con il piu’ alto numero di vigilantes e’ il Lazio con 10.705 guardie giurate, seguito dalla Lombardia con 9.674 e dalla Campania con 6.079.

Al quarto posto la Puglia con 4.651, seguita dal Veneto con 3.793 guardie e, quasi con pari numero, da Emilia Romagna con 3.748 e Sicilia con 3.742. Piemonte con 3.642 e Toscana con 3.630 chiudono la classifica delle regioni con i numeri piu’ elevati. In mezzo ci sono Liguria con 2.390, Sardegna con 2.084, Abruzzo con 1.316, Calabria con 1.313, Marche con 814, Friuli Venezia Giulia con 664, Basilicata con 655 e Umbria con 522. In coda le regioni piu’ piccole, il Trentino Alto Adige a quota 276, il Molise a 167 e infine la Valle d’Aosta che conta 86 guardie giurate.

Le guardie giurate di sesso femminile sono 3.947, pari al 6,6% del totale. In quanto all’eta’, la maggior parte delle vigilantes, pari al 37,5%, si concentra nella fascia 35-44 anni, seguite dal 28% di colleghe piu’ giovani (25-34 anni), ma ci sono anche 297 guardie giurate sotto i 24 anni (7%), 576 fra 45 e 50 anni (15%) e 473 ultracinquantenni (12%).

Anche fra le vigilantes la maggior parte ha origine geografica meridionale, ma con percentuali piu’ equilibrate fra le tre aree del paese rispetto al totale che include i maschi: nel caso delle guardie in rosa dal Sud Italia proviene il 37,8, dal Nord il 35%, dal Centro il 19%, e il 7,3% e’ nato in uno stato estero.

(Adnkronos)

DICEVANO……Ipervigile e sindacati, tutto risolto

Ipervigile e sindacati, tutto risolto Vertenza Ipervigile, accordo raggiunto tra i sindacati e i rappresentanti della proprietà riuniti in Prefettura Felice l’esito dell’incontro svoltosi ieri mattina presso la Prefettura di Salerno. Soddisfatti i segretari generali di Cisl, Cgil e Uil, che sono riusciti a scongiurare un ennesimo dramma occupazionale in Provincia. Scritto da: Maria Cristina Folino 9 novembre 2013 “Il risultato raggiunto è positivo”, affermato il … Continua a leggere

Sipro: 4 novembre 2014,esposto della Segreteria Provinciale Unal di Roma, agli organi preposti, per il mancato pagamento della retribuzione di settembre 2014

Alla c.a. Prefetto di Roma Alla c.a. Questore dì Roma Alla c.a. Direzione Provinciale del Lavoro di Roma Alla c.a. Regione Lazio URP sede Roma Alla c.a. Comando Generale della Guardia di Finanza Roma e.p.c Istituto di Vigilanza Privata Sipro Via di Salone 137 00131 Roma Oggetto : Segnalazione e richiesta intervento per ritardi retribuzione. Con la presente la Segreteria … Continua a leggere

Vigilanti in odor di mafia al Poligrafico di Foggia

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La Gazzetta del Mezzogiorno.it

FOGGIA – Alla portineria del Poligrafico di Foggia, dove stampano le targhe delle auto e le ricevute del Lotto, può capitare di essere fermati da una guardia giurata che nel 2007 sfuggì d’un soffio ad un agguato mafioso. È un dipendente della Metropol, la più grande società di vigilanza privata della provincia, 200 dipendenti e oltre 1.000 contratti attivi: a chi chiama il loro centralino, potrebbe rispondere una signora che è moglie e figlia di due esponenti di spicco della Società foggiana. Per tre volte, negli ultimi due anni, la Prefettura ha provato a sospendere la licenza della Metropol, cui a marzo ha anche ritirato il certificato antimafia. Leggi qui l’articolo originale

Confermato il licenziamento dell’addetto alla sicurezza. Abbandonò il posto di lavoro per fare sesso.

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Leggi la>>>sentenza Corte di Cassazione

NAPOLI – Del tutto inutile è stato l’appello alla Corte di Cassazione dell’addetto alla sicurezza, Luigi N., 31 anni, per ottenere il reintegro sul posto di lavoro perso a causa di una ‘marachella’ finita veramente male. Il suddetto, all’epoca, mentre era in servizio nella stazione di Salvator Rosa, si appartò assieme ad una ragazza all’interno di uno dei locali adibiti all’uso esclusivo degli addetti alle pulizie della stazione.

Sarebbe stato semplicemente un ‘inusuale’ menage contornato da un tocco di insana noncuranza nei confronti del ruolo che il ragazzo ricopriva, se non fosse per il fatto che il luogo scelto dai due non era poi così intimo e sono stati visti da una donna che, indignata, ha denunciato il tutto alle forze dell’ordine. Era l’11 ottobre del lontano 2007 e il licenziamento dell’addetto alla sicurezza è arrivato il 30 dello stesso mese.

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Corruzione: favori a Istituto vigilanza Buglione, rinviato a giudizio l’ex Prefetto Blasco

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(AGI) – Avellino, 28 ott. – E’ stato rinviato a giudizio l’ex prefetto di Avellino e successivamente di Benevento, Ennio Blasco. Il gup del tribunale di Avellino ha fissato il processo per il 6 marzo prossimo. Blasco, arrestato nel suo appartamento nella prefettura di Benevento e condotto ai domiciliari nell’abitazione privata di Avellino il 15 aprile scorso, dovra’ rispondere di corruzione per aver agevolato un istituto di vigilanza dei fratelli Carmine, Carlo e Antonio Buglione e del cognato di questi Erasmo Caliendo. Blasco avrebbe ritardato l’emissione di un’interdittiva antimafia tra il 2009 e il 2011, quando era prefetto di Avellino. In cambio avrebbe ricevuto viaggi, gioielli e altre regalie. In seguito all’arresto, Ennio Blasco, poi rimesso in liberta’, e’ andato in pensione. Gia’ nel 2001, da vice prefetto di Napoli fu arrestato e poi riconosciuto totalmente estraneo a un’indagine sulla custodia giudiziaria di veicoli sequestrati. Per 8 giorni di carcere fu anche risarcito per ingiusta detenzione.