PREPENSIONAMENTO

Speziale (Anffas): “Il prepensionamento? Solo una falsa speranza per le famiglie”

Parla il presidente Roberto Speziale: “Un’iniziativa che ci interessa, come tutte quelle che prevedono un sostegno per le famiglie. Ma così com’era concepita non poteva che avere un esito negativo. Meglio aumentare i congedi da 2 a 5 anni e portare le pensioni a 580 euro e raddoppiare le indennità di accompagno, dopo aver rivisto le procedure di accertamento. Ma soprattutto serve una rete integrata di servizi”

ROMA – “Ogni provvedimento in sostegno delle famiglie dei disabili è da noi salutato positivamente e il nostro gradimento è scontato. Questo vale anche per il prepensionamento. Ma l’iniziativa nello specifico, così come era prospettata, ha creato solo false illusioni perché mancavano le condizioni oggettive”. Così Roberto Speziale, presidente dell’Anffas, precisa le sue posizioni in merito al prepensionamento dei genitori dei disabili gravi e gravissimi, su cui qualche settimana fa aveva espresso, in un’intervista a Superabile le sue perplessità.
“Così come era impostato, il provvedimento non poteva avere un esito positivo”, spiega. “Noi come Anffas dobbiamo esprimere tutta la nostra contrarietà quando si strumentalizzano le famiglie creando false speranze. Guardiamo con interesse alla proposta, fortemente sostenuta da un gruppo di famiglie e associazioni, ma fin dall’inizio siamo stati scettici rispetto all’esito dell’iniziativa”. Ma le critiche di Speziale si appuntano non solo sul “metodo”, ma anche sul “merito” della proposta. “C’è il rischio formidabile che il prepensionamento abbia l’effetto di scaricare interamente sulle famiglie il peso e la responsabilità della cura. Ciò che le famiglie devono ricevere è un supporto attraverso una rete integrata di servizi per tutto l’arco della vita”. E’ questo un altro punto essenziale: “il prepensionamento – osserva Speziale – riguarda l’ultima parte della vita, mentre noi sappiamo, dai nostri studi e dalla nostra esperienza, che la maggiore necessità delle famiglie c’è all’inizio, nei primi anni”.

Come rispondere dunque alle necessità delle famiglie? Da dove cominciare per offrire un sostegno concreto ed efficace a chi ogni giorno è chiamato a farsi carico della grave disabilità di un proprio caro? “La priorità per noi è, lo ribadisco, la creazione di una rete integrata di servizi. Poi chiediamo che i congedi parentali previsti dalla legge 104 passino da 2 a 5 anni, e possano essere utilizzati dai familiari nel momento in cui lo ritengano più opportuno, e non solo alla fine della loro attività, come di fatto accadrebbe con il prepensionamento. Siamo d’accordo, invece, con l’equiparazione del lavoro di queste famiglie al lavoro usurante, con tutte le agevolazioni che da questo dovrebbero derivare”. Un’altra priorità espressa dall’Anffas è il riordino delle provvidenze. Nello specifico, “chiediamo che le indennità pensionistiche siano tutte equiparate al minimo di 580 euro, mentre oggi molti ricevono ancora una pensione di 246 euro. Le indennità di accompagnamento invece, che attualmente ammontano a 465 euro, devono essere raddoppiate”.

Tutte queste misure però devono essere fatto nel rispetto di una condizione fondamentale, che Speziale sottolinea con forza: “Dobbiamo avere la certezza che le provvidenze arrivino alle famiglie che effettivamente ne hanno bisogno. In presenza di risorse limitate, non possiamo permetterci di indirizzarle a una platea enorme di soggetti che spesso non sono in reale necessità”. Ma come è possibile garantire questa condizione? “E’ assolutamente necessario, per far questo, rivedere le procedure di accertamento e certificazione, che attualmente sono inutili, dispendiose e produttrici di sprechi. Per esempio, non è più pensabile equiparare l’invalidità (come è quella di un anziano o di un malato di tumore) alla disabilità: occorrono certificazioni diverse e risorse distinte. Una distinzione – precisa Speziale – che deve essere introdotta anche all’interno del Fondo per la non autosufficienza”.

Per quanto riguarda i partiti politici che in questo momento si stanno contendendo il futuro dell’Italia, Speziale non nutre grande ottimismo: “Noi storicamente ci teniamo lontani dalla politica che usa questi momenti elettorali per accendere i riflettori sui nostri problemi e spegnerli immediatamente dopo il voto, Cerchiamo di resistere alle sirene che in questi giorni si fanno sentire. D’altra parte, non mi pare che finora, dall’inizio della campagna elettorale, nessuno abbia mai pronunciato la parola ‘disabilità’. Guardiamo con favore alla candidatura di Ileana Argentin, ma non è certo questo un programma di governo, né può essere considerato una risposta al movimento delle persone disabili”. (Chiara Ludovisi)

(21 marzo 2008)

PREPENSIONAMENTOultima modifica: 2008-02-24T15:50:00+01:00da ggiurata
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