MOBBING : OPERAIO RISARCITO

lunedì 14 luglio 2008


Sentenza del tribunale favorevole al lavoratore che era stato messo a lavare i vetri e pulire il cortileLui: «Rimproveri continui e ferie negate»
Mobbing in fabbrica, operaio risarcitoL’Elektra srl di Casier dovrà pagare 10 mila euro al suo ex magazziniere
Azienda condannata per mobbing nei confronti di un operaio assunto da 6 mesi. La sentenza è stata pronunciata alcuni giorni fa dal tribunale di Treviso: Elektra srl di Casier, specializzata nella produzione di macchine da caffè, dovrà risarcire 10 mila euro e pagare le spese legali a un suo ex dipendente che aveva denunciato pesanti vessazioni da parte dell’azienda.M.V. di Zero Branco oggi ha un’attività in proprio. Tra l’8 aprile 2002 e il 2 dicembre 2003, ha lavorato alla Elektra di Dosson di Casier, assunto come operaio di terzo livello. L’uomo svolgeva la mansione di magazziniere e manovratore di muletto. Questo, almeno, all’inizio perché quando i rapporti con la direzione sono degenerati, si è trovato a dover svolgere compiti di pulizia: spazzare il piazzale esterno e lavare i vetri della sede aziendale. Una mansione inutuile e umiliante che ha infine indotto l’operaio a licenziarsi e ad avviare la causa per mobbing conlusasi qualche giorno fa con la sentenza di condanna della società, pronunciata dal giudice del lavoro di Treviso Massimo De Luca. L’operaio, assistito dall’avvocato Alessandro Gallo, ha ottenuto un risarcimento danni di 10 mila euro e il pagamento delle spese legali. Il primo episodio denunciato da M.V. risale al gennaio 2003 quando il lavoratore chiede un giorno di ferie per poter accompagnare la madre invalida a una visita medica e si sente rispondere negativamente malgrado il capomagazziniere gli avesse dato il via libera. Qualche giorno più tardi scattano i rimproveri da parte del responsabile della logistica per aver portato a casa le chiavi del magazzino (che riportò in azienda la sera stessa) e per essersi allontanto dal luogo di lavoro prima della fine del suo orario (in realtà si trovava in un altro reparto). A maggio del 2003 l’operaio chiede alcuni giorni di ferie per il mese di luglio, quando è prevista la nascita del figlio. Ancora una volta la direzione risponde negativamente. Sempre a maggio resta vittima di un incidente sul lavoro, quando un pezzo in lavorazione, del peso di 2 chili, gli cade sulla fronte: accompagnato al pronto soccorso, gli viene diagnosticata una malattia di 1 mese. Quando l’uomo rientra in fabbrica, scopre di non aver più il suo posto di lavoro: Elektra ha assunto un altro operaio con le sue stesse mansioni, mentre cominciano a circolare voci su un suo licenziamento. Nel frattempo viene destinato a una nuova occupazione che rappresenta un demansionamento e una dequalificazione: deve spazzare il piazzale esterno e lavare i vetri. Ma non basta: M.V. deve svolgere quell’attività (a cui nessuno sarebbe stato in precedenza destinato, secondo la memoria presentata al giudice) sotto il sole di fine giugno. L’uomo sarebbe stato addirittura diffidato dall’aver contatti con gli altri dipendenti. Una situazione pesante che provocò nell’operaio anche uno stato di depressione.
(14 luglio 2008)

MOBBING : OPERAIO RISARCITOultima modifica: 2008-07-10T16:05:00+02:00da ggiurata
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