LA STORIA DEL CARABINIERE CASTORO

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Mobbing nell’Arma dei Carabinieri? Vi raccontiamo la storia del Carabiniere Castoro
Come si ricorderà abbiamo pubblicato un articolo riguardante il mobbing nelle Forze Armate. Da subito abbiamo ricevuto segnalazioni di militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che asseriscono di essere stati oggetto di mobbing. Le segnalazioni, circostanziate e particolareggiate ci hanno convinto a pubblicarle, precisando ovviamente che si tratta di ipotesi di azioni persecutorie che in alcuni casi, almeno quelli oggetto della nostra attenzione e che abbiamo deciso di pubblicare, sono state denunciate alla Magistratura, e come il caso del Maresciallo della GdF, addirittura sono alcuni magistrati militari ad essere stati denunciati.
Vi raccontiamo la storia del Carabiniere Castoro, “dimissionato” dall’Arma nel 2005 dopo una lunga sequela di fatti che appaiono, ad una prima ricostruzione, quantomeno anomali. L’ultima anomalia, ancora tutta da risolvere, è quella relativa al decreto della Direzione Generale del Personale Militare che dispone il congedamento e che riporta gravi errori, non risulta “registrato” e consegnato in semplice copia conforme.
Dopo alcuni mesi siamo riusciti ad avere una completa visione di quanto sarebbe accaduto al Carabiniere Castoro dal 1993 a oggi. Come si ricorderà noi avevamo chiamato semplicemente “siculo”il Carabiniere per rispetto della privacy anche se autorizzati a pubblicare il nome completo. Da oggi, accogliendo la richiesta scritta del militare, indicheremo il vero nome e cognome.
Leggendo le lettere inviate da Castoro al Comandante della Compagnia Carabinieri di Domodossola, dalla denuncia fatta contro una serie di persone e depositata nel mese di dicembre 2007 al Comando Stazione Carabinieri di San Filippo e Giacomo di Marsala, e documenti vari che Castoro ci ha messo a completa disposizione per la pubblicazione, siamo riusciti a ricostruire, almeno crediamo, i fatti, ovviamente secondo Castoro.
Dal memoriale inviato al Comandante della Compagnia di Domodossola, per il tramite della Stazione Carabinieri di Marsala, emergerebbe che l’odissea di Castoro sarebbe iniziata nel 1993 quando, di servizio presso la Stazione CC di Chieri (TO), durante una perlustrazione avrebbe notato alcuni bambini gettare acqua su un muro portante dell’allora costruenda Caserma Carabinieri. Secondo quanto riportato nel documento, i bambini gli avrebbero detto che sarebbero stati i carabinieri a chiedere di inumidire la colonna.
In particolare una bimba alla quale Castoro si sarebbe rivolto per avere spiegazioni di questo strano comportamento, avrebbe risposto in maniera tale da identificare nella generica affermazione “Carabinieri”, un suo superiore diretto la persona che avrebbe chiesto ai bambini di inumidire la colonna.
Rientrato in caserma, Castoro riferisce di aver riportato l’accaduto al Comandante della Compagnia.
Sempre secondo il memoriale, i lavori di costruzione della caserma furono successivamente fermati proprio a causa dell’inclinazione della colonna “costantemente inumidita”, perché la struttura rischiava il collasso.
Da quel momento, secondo Castoro, sarebbe iniziata una vera e propria azione persecutoria nei suoi riguardi che ancora oggi, sempre secondo Castoro, con il silenzio delle gerarchie militari e il persistente silenzio della Magistratura alla quale si sarebbe rivolto, continuerebbe.
I singoli avvenimenti che sarebbero accaduti dal 1993 in poi saranno pubblicati in parte integrali ed in parte in estratto tenendo conto di non alterare il significato del racconto.

Data: 10.07.2008

Autore:Ms

LA STORIA DEL CARABINIERE CASTOROultima modifica: 2008-07-11T15:26:38+02:00da ggiurata
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