Partono i test anti-alcol sui posti di lavoro. Primi accordi tra Aziende Sanitarie ed ISTITUTI DI VIGILANZA PRIVATA

Previsti anche controlli a sorpresa. I prossimi riguarderanno edili e ospedalieri. La legge li prevede per quelle mansioni che comportano rischi per sicurezza, incolumità e salute di terzi.
Si parte a gennaio con i corsi e poi i test alcolemici alle guardie giurate. Quindi sarà la volta degli operai edili e in seguito del personale sanitario: medici e infermieri. L’Azienda sanitaria triestina passa ai fatti e precedendo le realtà sanitarie del resto d’Italia mette in atto, come previsto dalla legge 125 del 2001 e dall’accordo Stato – Regioni del 16 marzo 2006, l’iter atto ad accertare che non vi sia abuso di alcol tra i lavoratori destinati a mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi. Il Dipartimento di Prevenzione e Sicurezza sui posti di lavoro per sottoporre ai test alcolemici le guardie giurate e i vigilantes in servizio ha stretto un accordo con le associazioni delle guardie giurate, con le imprese che si occupano di vigilanza e con l’Azienda sanitaria numero 1, in accordo con le forze di polizia. «Non intendiamo arrivare a fare questi controlli come degli orchi, – precisa Anna Muran, medico della struttura di prevenzione e sicurezza dell’Azienda – intendiamo invece fare con questi lavoratori un percorso che ai controlli affianchi la prevenzione. Inizieremo con dei corsi per informarli dei rischi ai quali sottopongono se stessi e gli altri consumando alcolici, poi partiremo con un test alcolemico programmato e successivamente con uno a sorpresa, senza preavviso». Le norme che vietano espressamente l’assunzione di alcol in professioni a rischio esiste dal 2001 ma adesso è stata aggiornata e il divieto è stato esteso agli stupefacenti, con la facoltà del medico competente di stabilire sulla base di controlli a sorpresa l’idoneità o meno del lavoratore a svolgere le proprie mansioni. «Abbiamo già avviato un progetto di prevenzione anche con le guardie forestali – spiega Muran – e dopo i corsi e i controlli ai vigilantes e alle guardie giurate passeremo a monitorare i lavoratori edili e in una fase successiva anche il personale sanitario». Il datore di lavoro, nei casi di lavoro a rischio, deve vietare l’assunzione e la somministrazione di alcolici sul posto di lavoro: nemmeno nei bar gestiti all’interno dell’ azienda. «Per sicurezza – aggiunge Maran – dovrebbero dare disposizioni affinché non si beva nemmeno prima di andare a lavorare. Vi immaginate il conduttore di un autobus che prima di iniziare il suo turno si beve qualche bicchierino al bar?». Il datore di lavoro che non ottempera ai controlli può andare incontro ad una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 2.500 euro o a sanzioni penali . Il lavoratore che risulta positivo ai test verrà, a seconda dei casi, ammonito, messo in aspettativa, sottoposto a valutazioni di idoneità e comunque a un percorso di educazione, cura o disintossicazione alla struttura di Alcologia.

Partono i test anti-alcol sui posti di lavoro. Primi accordi tra Aziende Sanitarie ed ISTITUTI DI VIGILANZA PRIVATAultima modifica: 2008-12-27T19:05:00+01:00da ggiurata
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